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20:46 lunedì 13 luglio 2026
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.
Secondo gli ultimi dati, durante l’ondata di calore di giugno in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso rispetto a un anno fa Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.

Demna Gvasalia ha detto che parla sempre di moda con il suo analista

01 Settembre 2020

Chiunque abbia provato a fare terapia, sa che il lavoro e tutto quello che ci ruota attorno è spesso una parte fondamentale del percorso di ognuno. Lo è sicuramente per Demna Gvasalia, il 39enne direttore artistico di Balenciaga, che in una bella intervista rilasciata a Cathy Horyn per The Cut, ha raccontato di come, negli ultimi anni, ne abbia discusso frequentemente con il suo psichiatra, in particolare a partire dal concetto di identità, sia a livello personale che a livello artistico: «Parlo di queste cose ogni settimana». «Mi sono liberato delle mie paure. Creativamente, mi ha davvero aiutato: ho smesso di avere paura di ciò che la gente penserà, di quello che dirà. Sono diventato più fedele a me stesso», ha continuato.

Nell’intervista, che Horyn ha registrato sentendo il designer a più riprese durante i mesi di lockdown e quelli della ripartenza, Gvasalia ha anche parlato delle differenze che ha notato nell’industria, e in particolar modo nelle abitudini di consumo, da quando è scoppiata la pandemia: «Non è che le persone non vogliano più acquistare, ma ci pensano molto di più e indagano a fondo prima di farlo. Ecco perché l’innovazione nella creatività è più importante che mai. Ma, ovviamente, l’ostacolo è rendere quella creatività un business. E gli affari si basano solo sul denaro. È molto difficile per i creativi affrontare tutto questo e restare in piedi. Direi che è una battaglia ogni giorno».

Gvasalia, che è arrivato da Balenciaga nel 2015 dopo aver lanciato Vetements nel 2014, è originario della Georgia e si è trasferito in Germania con la sua famiglia negli anni Novanta, quando nel suo Paese è scoppiata la guerra. È considerato uno dei designer contemporanei più influenti e in particolare negli ultimi anni i suoi show hanno fatto molto discutere, da quello dello scorso settembre ambientato in una sala che sembrava il Parlamento Europeo a quello di ottobre 2020 dove i modelli hanno sfilato un teatro semi allagato. A proposito degli show “classici” che si tengono durante la settimana della moda, ha detto a Horyn: «Ormai fanno un po’ 2010, non è qualcosa che si allinea bene con l’idea di futuro. Il digitale è un’opzione, ma credo che possiamo anche creare eventi più esperienziali, dove c’è qualcosa che si svolge per un periodo più lungo, quindi l’investimento nella scenografia ha davvero senso. E l’evento non deve accadere solo a Parigi», ha concluso.

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