Sergio Furnari ha lanciato un crowdfunding per coprire i costi dell'opera (che vuole esporre a Times Square). Finora ha raccolto 8 mila dollari. Su 150 mila richiesti.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più»
Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
Il nuovo Primo Ministro inglese Andy Burnham probabilmente avrà pensato a uno scherzo fattogli da qualche burlone di 10 Downing Street. Uno entra in ufficio – tra l’altro un ufficio che conosce ancora poco, essendo entrato in carica da quattro giorni appena – e si ritrova sulla scrivania una lettera firmata da 120 milionari inglesi che chiedono al loro di governo di essere tassati di più perché in ogni «possiamo permettercelo». Che deve pensare un Primo Ministro, davanti a una lettera del genere? Burnham è pure un laburista di sinistra-sinistra, uno noto per le opinioni tutt’altro che lusinghiere nei confronti dei milionari.
Avrà chiesto in giro, ai suoi collaboratori e consulenti e congilieri, Burnham. Ma è vera questa cosa? E quelli avranno dovuto convincerlo che sì, era vera quella lettera, proprio come era vera una proposta molto simile fatta alla fine del 2025. Certo, nell’opera di convincimento non deve aver aiutato il fatto che lettera fosse firmata “Patriotic Millionaires”, sigla oggettivamente ridicola che a leggerla sembra davvero uno scherzo. E invece quel nome è vero, sotto quel nome si sono raccolti personaggi come l’ex calciatore e commentatore sportivo Gary Lineker, Brian Eno, Richard Curtis (tra le altre cose, sceneggiatore di Notting Hill), lo scrittore Val McDermid e l’ex finanziare diventato uno dei più noti e apprezzati divulgatori economici a favore della redistribuzione della ricchezza Gary Stevenson. «Non vogliamo parlare di tasse più alte per coloro che ogni giorno si alzano e vanno a lavorare per guadagnarsi lo stipendio, ma per coloro il cui reddito viene dalla ricchezza che possiedono». In sostanza, la lettera è un invito a Burnham a fare quello che va fatto per aumentare gli investimenti, stimolo di cui l’economia inglese ha grandissimo bisogno in questo momento storico. «La principale fonte di investimento tutt’ora intatta è proprio questa: i capitali non tassati».
Qual è la proposta politica di questi ricconi patriottici? Come si legge su Bbc, una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i dieci milioni di sterline. Non sui redditi, è bene sottolinearlo: sui patrimoni, su ciò che si possiede, non su ciò che si guadagna. Le critiche all’iniziativa sono state le solite, quelle che si fanno sempre quando, ovunque nel mondo, si propone una patrimoniale: i ricchi già pagano tante tasse; se li si costringe a pagarne di più, sposteranno i loro patrimoni in Paese meglio disposti nei confronti della loro categoria; etc. etc. Una risposta a queste osservazioni l’ha già data in passato Brian Eno, tra i firmatari della lettera: parlando della propria dichiarazione dei redditi, Eno ha detto che per una persona come lui sarebbe estremamente facile contribuire per niente o quasi per niente all’erario. «Basta assumere dei contabili capaci», ha spiegato. Sul fatto che i milionari, davanti a un aumento delle tasse sui loro capitali, deciderebbero di trasferirsi all’estero, Eno ha detto che questa convinzione è semplicemente fondata sul nulla.