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09:16 martedì 22 settembre 2026
Il regime di al-Sisi in Egitto ha un nuovo nemico pubblico n. 1: il creatore di una pagina Facebook satirica ispirata a SpongeBob Il gruppo in due settimane ha guadagnato 1,8 milioni di follower, tra le altre cose ritraendo al-Sisi come l'insopportabile Mr. Krabs, il capo di SpongeBob.
Un gruppo di scienziati è sceso 20 mila leghe sotto i mari e ci ha trovato 200 mila fusti di scorie radioattive Tra il 1950 e il 1990 la Francia e altri Paesi europei hanno gettato rifiuti nucleari nell'Atlantico settentrionale. Tutti quei fusti di scorie sono ancora lì.
Un game designer ha creato un videogioco in cui interpreti Macklemore che deve sfuggire a un gigantesco Ed Sheeran e lo ha chiamato Super Macklemore 64 Fondamentale per vincere la battaglia contro il giga-Sheeran è chiamare a raccolta altri musicisti e assieme a loro urlare in faccia al gigante "Free Palestine".
Olivia Rodrigo ha salvato il brand di una designer palestinese semplicemente indossando uno dei suoi vestiti La founder del brand Nöl Collective, Yasmeen Mjalli, ha definito la richiesta della cantante un vero e proprio «intervento divino».
Per colpa di un errore dell’AI, Stati Uniti e Cina sono andati a tanto così dallo scatenare la Terza guerra mondiale Nella scorsa primavera, un chatbot ha rivelato ai militari Usa che una nave cinese stava trasportando materiali per armi nucleari in Medio Oriente. Non era vero nulla.
Il 24 settembre esce Eternal, un cofanetto di 16 dischi che raccoglie un anno intero di bootleg dei Joy Division E oltre ai 16 dischi: artwork di Peter Saville, scatto di copertina di Wolfgang Tillmans, note di Simon Armitage, foto di Anton Corbijn e Kevin Cummins e una versione restaurata del documentario Joy Division – A Malcolm Whitehead Film.
Bon Iver ha composto un jingle pubblicitario per promuovere il polpettone del ristorante di una sua amica «Meatloaf dippers at Howard’s in Stillwater/Meatloaf dippers can be a whole meal or starter/Meatloaf dippers, oh so light and yummy/Go on and warm your tummy, with dippers».
C’è una scuola in Vermont che insegna ai figli dei ricchi a coltivare i campi, badare al bestiame e pulire casa. Per 40 mila dollari a semestre La Mountain School offre agli studenti del terzo anno la possibilità di passare un semestre a lavorare in fattoria. Un semestre piuttosto costoso, oltre che faticoso.

Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm

E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.

24 Luglio 2026

Ve ne sarete accorti senza dubbio: trovare una sala che proietti Odissea in IMAX 70mm è impossibile. Non lo è soltanto in Italia, dove effettivamente non esiste nessuna sala che lo proietti in questo formato. È impossibile in quasi tutto il mondo, con pochissime eccezioni in Europa e negli Stati Uniti. Il motivo lo ha spiegato il Ceo di IMAX, Richard Gelfond, alla premiere di Odissea tenutasi il 15 luglio: semplicemente, ci sono pochissimi proiettori IMAX 70mm in tutto il mondo, la maggior parte di questi sono stati adattati al formato attraverso una lunga, costosa e laboriosa opera di retrofitting, tutto perché di proiettori IMAX 70mm non se ne costruiscono più da 50 anni.

«Sicuramente la domanda è aumentata. Ma il problema resta, resta il fatto che sono 50 anni che non costruiamo un nuovo proiettore IMAX. Facciamo il retrofitting, li ricostruiamo e la nostra strategia consiste nel vedere come ce la caviamo. Ma non c’è dubbio, visto che la domanda aumenta, mi piacerebbe averne di più a disposizione», ha spiegato Gelfond. Vi chiederete, giustamente: ma se c’è bisogno di più proiettori di questo tipo, perché, semplicemente, non ne costruiscono di nuovi? La fate troppo facile: anche se Gelfond decidesse di investire tutti i soldi del mondo nella costruzione di nuovi proiettori, non servirebbe comunque a niente perché molte delle componenti di queste macchine non esistono più, non si producono più e non si possono produrre più perché i modelli originali sono andati perduti. I moderni ingegneri non riescono a “reinventare” le parti mancanti, perché il sistema di cui fanno parte è così vecchio e peculiare che è quasi impossibile da capire. Altra domanda che giustamente vi starete facendo: ma com’è possibile che si siano persi i modelli originali di queste macchine? Non è così strano, in realtà: all’inizio degli anni 2000, durante il definitivo passaggio dalla pellicola al digitale, ci si era convinti che queste tecnologie fossero ormai destinate a una definitiva obsolescenza: troppo difficili da costruire e manutenere, troppo costose rispetto al digitale. Molti proiettori furono semplicemente buttati via. Nessuno, all’epoca, avrebbe mai immaginato che un giorno la domanda per un certo tipo di proiezioni – formato IMAX, film fatto con la pellicola – sarebbe tornata a crescere. Nessuno aveva previsto l’ossessione di registi come Nolan o come Villeneuve. Nessuno aveva previsto che il pubblico avrebbe piano piano capito e sarebbe arrivato anche a condividere quell’ossessione.

Proprio grazie all’ossessione di Nolan per l’IMAX, e dopo il successo di Oppenheimer, nel 2023 l’azienda ha dovuto trovare un modo di rispondere al grandissimo aumento di domanda per proiezioni in questo formato. La risposta, come racconta Antonio Ferme su Variety, trovata fu mettersi alla disperata ricerca di vecchi proiettori, dimenticati, abbandonati, funzionanti, riparabili, in tutto il mondo, nella speranza che almeno qualcuno di essi potesse essere aggiunto a quelli (pochi) già abili e arruolabili. Per farsi un’idea di quanta penuria ci sia di questi proiettori: negli anni passati dall’uscita di Oppenheimer a quella di Odissea, IMAX è riuscita a recuperarne 11 (che sarebbero stati 12, se uno non fosse andato perso… Non la più fortunata delle aziende, IMAX). Alla già difficile situazione, bisogna anche aggiungere il fatto che IMAX è semplicemente un’impresa che produce proiettori, non è un distributore cinematografico. Quindi, anche se avessero a disposizione tutti i proiettori che servono, avrebbero comunque problemi a usarli perché nel mondo ci sono pochissime sale attrezzate per proiettare un film in IMAX 70mm. Il primo e più ovvio problema è facile da intuire: in quante sale siete stati dotate di uno schermo grande abbastanza da proiettarci un film in quel formato? E ancora: IMAX non è solo un formato video, è anche uno standard audio. Quanti gestori hanno a disposizione impianti adeguati? Quanti sono disposti a sostenere gli ingenti investimenti necessari per fare della loro sala una sala attrezzata alla proiezione di un film in IMAX 70mm? La risposta a quest’ultima domanda si sa già: nessuno, perché, per quanto la domanda per queste proiezioni negli ultimi anni sia cresciuta, non è cresciuta così tanto da giustificare simili spese.

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L’unico, vero mito raccontato da Odissea è quello di Christopher Nolan

Chi accusava il regista di aver "tradito" Omero in effetti aveva ragione. Nolan lo ha fatto, per raccontare ciò che più gli sta a cuore: la storia personale di un uomo schiacciato dal peso del proprio genio. Come Odisseo. E come Nolan stesso.

Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX

Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.