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Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.
Werner Herzog si è rifiutato di presentare il suo nuovo film al Festival di Cannes perché non gli è stato permesso di competere per la Palma d’oro In particolare, il regista voleva che le protagoniste del suo Bucking Fastard, Rooney e Kate Mara, potessero vincere il premio per la Miglior attrice.
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Per festeggiare i 75 anni, i Cahiers du Cinema stanno pubblicando gratuitamente sul loro sito i pezzi più belli scritti nella storia della rivista L'iniziativa si chiama "30 jours 30 textes" e permette di leggere pezzi scritti da Bazin, Truffaut, Rohmer, Duras, Tarkovskij e moltissimi altri.
Il Comune di Parigi aumenterà moltissimo le tasse sulle case sfitte per costringere i proprietari ad affittarle o venderle È una delle misure che il nuovo sindaco socialista Emmanuel Grégoire ha intenzione di prendere per risolvere la crisi abitativa.
Trenta case discografiche indipendenti hanno lanciato una raccolta fondi su Bandcamp a favore degli sfollati in Libano Da quando è iniziata l'invasione israeliana, più di un milione di persone hanno perso la casa e 2586 sono state uccise.

Ogni settimana ChatGPT parla con oltre un milione di utenti che minacciano di suicidarsi

Lo ha rivelato la stessa OpenAI in una ricerca: dei suoi 800 milioni di utenti, un milione (purtroppo) usa il chatbot in questo modo.

28 Ottobre 2025

Purtroppo, sempre più persone decidono di rivolgersi a ChatGPT o a una delle ormai tantissime intelligenze artificiali invece che a un vero psicoterapeuta. Il fenomeno è ormai così diffuso e noto che OpenAI ha deciso di condurre una ricerca tra i suoi utenti per capire esattamente quanti di loro fanno questo uso di ChatGPT e quanto spesso.

I risultati della ricerca, basata sugli stessi output dell’AI, sono allarmanti: di tutti gli utenti che interagiscono ogni settimana con ChatGPT, lo 0,15 per cento ha espresso esplicitamente pensieri autolesionisti o inclinazioni suicide. ChatGPT è anche in grado di individuare nelle domande che gli vengono poste e nel linguaggio utilizzato nelle stesse i segnali di gravi crolli psicologici o imminenti crisi psicotiche. Lo 0,7 per cento degli utenti è interessato da questi gravi disturbi non diagnosticati o comunque non monitorati da professionisti, disturbi di cui, secondo la ricerca, avrebbero parlato solo con il chatbot di OpenAI. Sembrano numeri da poco, quasi irrilevanze statistiche, almeno finché non si considera che attualmente gli utenti che interagiscono con ChatGPT ogni mese sono oltre 800 milioni. Secondo le stime più accurate, dunque, sono oltre un milione le persone con tendenze autolesionistiche e/o pensieri suicidari con cui ChatGPT interagisce ogni settimana. 

Quello delle patologie mentali dei suoi utenti è un problema serio per OpenAI anche dal punto di vista reputazionale e legale. L’azienda sta affrontando la sua prima causa in tribunale proprio perché ChatGPT avrebbe istigato al suicidio un 16enne che avrebbe avuto invece bisogno dell’assistenza di un medico. Anche quando le risposte di ChatGPT non sono fuorvianti o pericolose, gli esperti parlano di un «effetto illusione» che rende la conversazione con l’AI così realistica da cagionare bruschi contraccolpi quando gli utenti si ricordano di star parlando con una macchina. Per questo motivo OpenAI ha assunto una squadra di esperti di salute mentale: psicologici, psichiatri e altre professionisti del settore che hanno il compito di addestrare l’AI a dare le risposte più efficaci agli utenti in difficoltà, avendo come priorità quella di convincerli a chiedere aiuto a un medico nel mondo reale. 

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