Hype ↓
16:14 sabato 15 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Per ricordare Brian Wilson, Vulture ha pubblicato un estratto del suo bellissimo memoir

Si intitola I Am Brian Wilson ed è uscito nel 2016. In Italia, purtroppo, è ancora inedito.

12 Giugno 2025

Lo stanno dicendo tutti in queste ore, noi compresi: Brian Wilson è stato uno degli artisti che ha definito la musica pop e la cultura popolare del Novecento. Quando un personaggio di questa grandezza muore e lascia agli altri un’eredità così immensa, una delle cose più difficili da fare è trovare il modo, le parole, le azioni per rendergli omaggio. Cosa ricordare di una vita leggendaria, quale aneddoto, quale evento, quale incontro raccontare di un’esistenza del genere? Dire tutto è difficile, escludere è impossibile: che fare, dunque? È la domanda che da ieri si sono poste tutte le redazioni e tutti i giornalisti del mondo.

Vulture ha scelto di omaggiare Brian Wilson lasciando che fosse lui a raccontarsi. Oggi, infatti, sulla homepage del sito si trova un pezzo intitolato “Le voci nella testa di Brian Wilson”. L’ha scritto lo stesso Wilson, è un estratto del memoir che aveva pubblicato nel 2016, I am Brian Wilson (estratto che fu pubblicato su Vulture in contemporanea all’uscita del libri, nove anni fa). Era la sua seconda autobiografia, la prima, Wouldn’t It Be Nice: My Own Story era uscita nel 1991. «Nelle sue stesse parole, genio e follia camminano fianco a fianco, spesso nella stessa pagina», si legge nelle breve introduzione di Vulture a I Am Brian Wilson. Leggere la versione di Wilson, spesso brutale, può essere un’esperienza travolgente e anche straziante, soprattutto quando racconta gli anni in cui le droghe, l’alcol e la malattia mentale lo avevano ridotto allo stremo delle forze. Quella pubblicata su Vulture è l’apertura dell’autobiografia, che Wilson decise di far partire da un tristissimo pomeriggio londinese, nell’inverno del 2004. Quella stessa sera avrebbe suonato alla Royal Festival Hall. Parola dopo parola, Wilson ci riporta a quarant’anni prima, a un anno fondamentale per lui, per i Beach Boys, per la musica: il 1964.

Se qualcuno, qualche pazzo, avesse dubbi sul talento non solo di musicista e compositore e arrangiatore e produttore di Wilson, ma anche di scrittore, questo estratto basterà a fugare ogni dubbio, a cancellare ogni critica. In realtà, basterà l’incipit, che riportiamo nell’originale inglese in modo da non perdere nulla in traduzione: «It’s been hard and it’s been easy. Mostly, it’s been both». Speriamo che qualche editore italiano, adesso, decida finalmente di tradurlo e pubblicarlo anche nel nostro Paese, questo memoir. Sarebbe un giusto omaggio, anche se tardivo.

Articoli Suggeriti
Brian Wilson, una creatura nelle mani del suono

È stato un dei più grandi compositori del Novecento, anche se non lo si è celebrato abbastanza quando era in vita. Una vita folle che ha rivoluzionato il pop.