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14:49 mercoledì 12 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

Il video che riassume tre mesi di guerra in Ucraina in un minuto e mezzo

09 Giugno 2022

Franak Viačorka fa parte dello staff di Svjatlana Cichanoŭskaja, la leader dell’opposizione bielorussa al regime di Alexander Lukashenko. Ieri, Viačorka ha pubblicato su Twitter un breve video che nelle ultime ore sta girando moltissimo sui social media. Come lui stesso lo ha definito, è un racconto dei «tre mesi di guerra della Russia in Ucraina in un minuto e mezzo». Attraverso una specie di time laps, il video mostra tutti gli attacchi missilistici della Federazione russa ai danni delle città ucraine e fa vedere i territori conquistati dagli invasori e quelli riconquistati dalla resistenza ucraina. «La Russia ha lanciato almeno 2100 missili verso il territorio ucraino. 600 di questi missili sono partiti dalla Bielorussia», scrive Viačorka.

Seguendo il video si può vedere chiaramente come la guerra sia cambiata nel corso di questi tre mesi. Nei primissimi giorni del conflitto sembrava che l’avanzata russa fosse inarrestabile e che l’esercito della Federazione sarebbe arrivato a breve nella capitale, per realizzare l’obiettivo dichiarato da Putin stesso tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo: “denazificare” l’Ucraina sostituendo l’attuale governo del Paese con uno “neutrale”, cioè filorusso. Come si può vedere nel video, per un lungo periodo i russi hanno bombardato più o meno “equamente” i territori a nord della Crimea, il Donbass e le città dell’Ucraina centrale e occidentale, Kiev compresa. Ma, con il passare dei giorni, di fronte alla resistenza dell’esercito ucraino (che nel nord-est del Paese è riuscito addirittura a liberare territori occupati dal nemico), i russi sono stati costretti a cambiare strategia e, alla fine, obiettivo. Lo si può vedere nell’ultima parte del video: mentre i bombardamenti sull’Ucraina dell’ovest si diradavano, quelli sul Donbass e sulla regione subito a nord della Crimea si intensificavano. In quegli stessi giorni, il governo russo cominciava a parlare di un’operazione militare speciale che sin dall’inizio aveva avuto il solo obiettivo di proteggere la popolazione russofona dell’Ucraina orientale, e di garantire l’indipendenza delle autoproclamate repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk.

Negli ultimi secondi del video, si vede chiaramente l’escalation del conflitto in città che ormai abbiamo imparato a conoscere: Mariupol, Donetsk, Kharkiv. Bombardamenti sempre più frequenti e sempre più intensi che, secondo molti analisti, sono il segno anche delle difficoltà dei russi: la Federazione aveva evidentemente programmato una guerra-lampo, una veloce conquista dell’Ucraina, e dopo tre mesi si trova invece ancora impegnata in combattimenti quotidiani in una striscia sottile di territorio nell’est del Paese.

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