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Trump ha imposto dazi anche a delle isole antartiche abitate solo da pinguini

I pinguini delle isole Heard e McDonald dovranno pagare il dieci per cento di dazi per esportare i loro beni e servizi negli Usa.

03 Aprile 2025

Comprensibilmente, oggi tutti i politici e gli imprenditori del mondo sono imbestialiti con Donald Trump: i dazi sono arrivati e c’è già chi dice che sull’atto di morte della globalizzazione c’è la firma del Presidente degli Stati Uniti d’America (chi l’avrebbe mai detto). Tutti imbestialiti con Trump tranne gli abitanti di due isole finite nella sua lista di Paesi ai quali saranno imposti dazi al 10 per cento. È probabile che l’indifferenza con la quale gli abitanti delle isole Heard e delle isole McDonald, remotissimi territori australiani, hanno accolto l’imposizione dei dazi sia dovuta al fatto che questi abitanti sono pinguini.

Sulle isole Heard e McDonald, come riporta il Guardian, non ci abitano gli esseri umani, neanche uno, neanche per il tempo di un affitto breve. Solo pinguini, che comunque ora per esportare i loro beni e servizi negli Stati Uniti dovranno spendere il 10 per cento in più. Il Primo ministro australiano Anthony Albanese ha commentato così la notizia: se nemmeno i pinguini di Heard e McDonald riescono a sfuggire alla furia protezionistica di Trump, allora l’unica cosa da fare è arrendersi e riconoscere che «Nowhere on earth is safe». Nemmeno isola vicinissime all’Antartide, raggiungibili solo al termine di un viaggio via barca lungo due settimane nelle migliori condizioni meteo. Non è un caso che siano passati dieci anni dall’ultimo volta che un essere umano ha messo piede su Heard o su McDonald.

I pinguini saranno rincuorati dal fatto che a loro, tutto sommato, non è andata così male. A tutti i Paesi dell’Unione europea toccherà pagare il 20 per cento di dazi per esportare negli Stati Uniti, alla Cina addirittura il 34 per cento. Peggio di tutti se la passeranno Cambogia e Vietnam, a cui sono stati imposti dazi rispettivamente del 49 e del 46 per cento.

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