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Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".

The Flash è il più grande flop nella storia dei cinecomic

11 Luglio 2023

È stato uno dei film di supereroi più attesi nella storia del cinema, The Flash. Attesi nel senso letterale del termine: il film è stato in produzione per anni, poi ci sono voluti ancora più anni per finire le riprese, tra pandemie di coronavirus e impazzimenti di Ezra Miller (di questi ultimi avevamo parlato qui). Alla fine The Flash è arrivato nelle sale cinematografiche, ma nel frattempo la voglia di vederlo è passata a tutti. Sia il botteghino americano che quello italiano lo confermano: The Flash è ormai ufficialmente il peggior flop nella storia dei cinecomic.

È un fiasco enorme che potrebbe avere conseguenze significative su tutto il cinema di supereroi, nei confronti del quale si avverte ormai chiaramente una certa sazietà se non proprio stanchezza (ne ha scritto recentemente Owen Gleiberman su Variety). Si capisce tutto meglio conoscendo un po’ di numeri: per The Flash, Warner Bros. ha speso circa duecento milioni solo per la produzione, più altri centocinquanta per la campagna promozionale. Trecentocinquanta milioni in tutto, dunque. La prassi hollywoodiana vuole che un film costato così tanto possa essere considerato un successo solo se al botteghino mondiale gli incassi arrivano ad ammontare almeno al doppio della spesa sostenuta tra produzione e produzione. L’ideale è superare il miliardo di incassi in tutto il mondo. Ecco: in circa tre settimane di programmazione, The Flash ha incassato soltanto duecento milioni di dollari in tutto il mondo.

Si dirà: magari il film recupererà il terreno perso nelle settimane a venire. Difficile, considerando che tra la prima e la seconda settimana di programmazione il calo di pubblico è stato tra i più drastici mai visti in tempi recenti: – 64,5 per cento. Secondo tutti gli addetti ai lavori, Warner Bros. alla fine dovrà ritenersi fortunata se The Flash le costerà una perdita di “soltanto” duecento milioni di dollari. Nel nostro piccolo, anche i dati del botteghino italiano confermano il flop: alla fine della prima settimana di programmazione, il film aveva incassato solo un milione mezzo di euro, contro i cinque e mezzo incassati da Spider-Man: Across the Spider-Verse e i più di dieci incassati dal terzo volume dei Guardiani della galassia nello stesso periodo. L’unica, magra, consolazione per Warner Bros. è che la concorrenza non se la passa molto meglio: anche Disneytra Elemental e il nuovo Indiana Jones, sta vivendo un pessimo momento. Doveva essere l’estate dei blockbuster – siamo tutti qui ad aspettare Mission: ImpossibleBarbie e Oppenheimer, d’altronde – rischia di diventare quella dei flopbuster, come hanno già preso a chiamarli in America.

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