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18:33 mercoledì 5 agosto 2026
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.

La Slovenia non solo boicotterà l’Eurovision ma al suo posto trasmetterà una rassegna di film palestinesi

«Trasmetteremo la rassegna cinematografica Voices of Palestine, una serie di film di finzione e documentaristici palestinesi», ha detto il direttore della tv pubblica slovena.

24 Aprile 2026

«Non trasmetteremo l’Eurovision. Al suo posto trasmetteremo la rassegna cinematografica Voices of Palestine, una serie di film di finzione e documentaristici palestinesi». Con questa laconica dichiarazione concessa all’Associated Press Ksenija Horvat, direttore di Radio Televizija Slovenija (RTV), la tv di Stato slovena, ha ribadito la decisione presa tempo fa dall’emittente e dal governo del suo Paese.

La Slovenia è uno dei pochi Paesi che hanno annunciato e confermato la loro intenzione di non partecipare all’Eurovision di quest’anno in protesta contro la decisione dell’EBU (European Broadcasting Union, organizzatore dell’evento) di permettere a Israele di partecipare all’evento. Oltre alla Slovenia, anche Spagna, Irlanda, Paesi Bassi e Islanda hanno annunciato iniziative simili. La Corporación de Radio y Televisión Española (RTVE) ha confermato che non trasmetterà l’Eurovision, stessa decisione presa dalla Raidió Teilifís Éireann (RTE) irlandese, che in un comunicato stampa ha spiegato che «una partecipazione è inaccettabile data la terribile perdita di vite umane a Gaza e la crisi umanitaria che continua a mettere a rischio la vita di così tanti civili». Paesi Bassi e Islanda, invece, non porteranno un loro cantante in gara ma trasmetteranno l’evento.

La decisione della tv di Stato slovena conferma però che questo rischia di essere davvero il peggior anno della storia dell’Eurovision. All’evento mancano ancora tre settimane – si terrà dal 12 al 16 maggio a Vienna – ma quasi non passa giorno senza che vengano annunciati una nuova protesta o un nuovo boicottaggio. Di pochi giorni fa, a tal proposito, è la lettera firmata da mille artisti, tra cui Massive Attack, Brian Eno, Nadine Shah, Kneecap, che invita a fare proprio questo: non partecipare e non guardare l’Eurovision, a meno che non si dice di vietare la partecipazione a Israele.

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Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.