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20:38 domenica 17 maggio 2026
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.
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Sono bastati i primi tre mesi dell’anno perché quasi tutte le città della Pianura Padana superassero i livelli annui di inquinamento da polveri sottili Praticamente tutti i centri urbani della Val Padana, a marzo, hanno già violato le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
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Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente

Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.

23 Aprile 2026

La guerra in Iran sta mettendo a rischio anche il sesso sicuro. Nei prossimi mesi diventerà più difficile “fare l’amore, non la guerra” senza rischiare gravidanze o malattie sessualmente trasmissibili. Questo perché lo stretto di Hormuz sta complicando la catena produttiva dei preservativi, il cui prezzo verrà ritoccato verso l’alto, con maggiorazioni che arriveranno a toccare anche il 30 per cento. E non è da escludere che nei prossimi mesi si vada incontro a una carenza di preservativi a livello mondiale. 

A lanciare l’allarme è stata la principale azienda di preservativi del mondo, fornitrice dei più noti marchi del settore, come Durex e Trojan. L’azienda malese Karex ogni anno produce cinque miliardi di profilattici, vale a buona parte della domanda mondiale di rivenditori e sistemi sanitari. Intervistato da Reuters, il Ceo di Karex Goh Miah Kiat ha spiegato che il blocco dello Stretto di Hormuz sta creando una situazione estremamente difficile per la sua azienda e per tutte le aziende che producono in Estremo Oriente per poi distribuire e vendere nel resto del mondo. Questo perché gli aumenti del prezzo del petrolio e delle assicurazioni sulle navi cargo che trasportano le materie prime via mare stanno inevitabilmente pesando sui costi che le aziende devono sostenere per mantenere invariati i livelli di produzione. La gomma sintetica (il nitrile, in particolare), i materiali di imballaggio, i fogli di alluminio, l’olio di silicone: tutto è più caro perché servono più tempo e più denaro tenere accesa tutta la catena produttiva che porta i semilavorati dalla Malesia al resto del mondo.

Alla difficoltà di approvvigionamento delle materie prime si unisce quella di spedire la merce ai clienti all’estero. Per arrivare in Europa e negli Stati Uniti, le navi cargo che trasportano i preservativi affrontano un lungo viaggio che dura circa un mese, salvo imprevisti. Attualmente i tempi di consegna sono già raddoppiati, proprio per il rallentamento del traffico navale causato dal blocco di Hormuz. Le consegne ritardate hanno spinto molti clienti della Karex ad anticipare i propri ordini per far fronte a un calo delle scorte. A livello mondiale inoltre la domanda di preservativi è cresciuta del 30 per cento negli ultimi anni, mettendo ancora più pressione sul principale produttore. Il risultato è che si ipotizzano già carenze di profilattici per i prossimi mesi, soprattutto se lo stallo nello Stretto di Hormuz si protrarrà a lungo.

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