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00:02 giovedì 6 agosto 2026
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.

Il Cancelliere tedesco Merz ha detto che nei colloqui di pace la diplomazia iraniana sta surclassando quella statunitense

Secondo Merz, gli Usa hanno gravemente sottovalutato l'Iran e adesso non sanno come uscire da una situazione di stallo che loro stessi hanno creato.

28 Aprile 2026

Dopo aver smentito le aspettative del governo statunitense sul campo, Teheran si sta dimostrando un avversario difficile da piegare anche nei colloqui di pace. Il confronto diplomatico in corso a Islamabad sarebbe in stallo proprio perché, per la sorpresa di tutti e soprattutto degli Stati Uniti, a tenere il coltello dalla parte del manico sarebbe l’Iran. Un risultato notevole, considerando che il Paese è sull’orlo del disastro finanziario, preda di una profondissima crisi economica aggravata dal blocco dello Stretto di Hormuz e dallo stop all’export del petrolio. Tuttavia, dopo aver resistito ai bombardamenti statunitensi e israeliani, Teheran si è seduta al tavolo delle trattative in una posizione inaspettatamente forte, e l’origine di questa forza sono proprio le azioni di Washington. Il bombardamento di Teheran ha “costretto” gli Ayatollah alla ritorsione, cioè il blocco dello Stretto di Hormuz. La scommessa, vinta da Teheran, è stata quella di resistere abbastanza a lungo da ribadire quanto l’Iran e la sua stabilità siano centrali per le sorti dell’economia globale.

A ricostruire l’andamento dei colloqui di pace è il Guardian, riportando le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha esplicitamente sottolineato le difficoltà statunitensi come causa dello stallo in corso. La diplomazia Usa si è infatti trovata sul tavolo delle trattative una tassa da pagare a Teheran per il transito delle navi nello Stretto di Hormuz, le cui acque però sono internazionali. Si tratta di un “pedaggio” totalmente inedito e al di fuori della legislazione internazionale, ma che fa gioco all’Iran, quale che sia l’esito della trattativa. Se dovesse venire approvato, consentirebbe al regime di incassare velocemente una grande quantità di denaro da immettere nella sua disastrata economia, mentre se dovesse essere rifiutato permetterebbe comunque di ottenere importanti concessioni su un punto che, teoricamente, non dovrebbe nemmeno essere sul tavolo. Inoltre, la discussione sul pedaggio navale impedisce ai negoziatori statunitensi di mettere al centro dei colloqui la questione del nucleare iraniano, ovvero quella che Trump sbandiera come la motivazione principale dietro l’attacco a Teheran.

Merz ha spiegato che gli americani stanno pagando le conseguenze di un grave errore tattico, che non permette loro di decidere la direzione delle trattative. Trump e i suoi consiglieri avrebbero gravemente sottovalutato la forza dell’Iran, ritenendo di poter far fronte a un aumento dei prezzi di petrolio, gas e carburanti per il tempo necessario a far cadere il regime. Invece l’Iran è in una posizione di vantaggio perché non ha niente da perdere, come sottolineato dall’esperto di crisi diplomatiche Ali Vaez: «La resilienza iraniana non è una questione di sofferenza economica, perché l’Iran si trova cpoinvolto in una battaglia esistenziale ed è disposto a pagare un prezzo molto più alto di quanto abbia fatto finora. E il regime iraniano non esita a fa ricadere questo costo sulla propria popolazione».

Trump invece non può pagare un prezzo così alto, anzi. Ha bisogno di chiudere in fretta il fronte iraniano, che gli sta causando molti e imprevisti grattacapi. Oltre al contraccolpo sull’economia statunitense e internazionale – che si farà probabilmente sentire sulle elezioni di metà mandato – lo stallo iraniano peserà anche sui colloqui con il Presidente cinese Xi Jinping, previsti per il prossimo maggio, a cui Trump probabilmente immaginava di partecipare avendo già sconfitto l’alleato di Pechino. Senza contare che se la crisi energetica continuasse, la penuria di carburante per gli aerei potrebbe compromettere la riuscita dei mondiali di calcio, che si terranno quest’estate anche negli Stati Uniti e che contano molto sul pubblico internazionale per riempire gli stadi americani.

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