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13:41 lunedì 27 aprile 2026
Park Chan-wook è finalmente riuscito a trovare i soldi e il cast per girare il film western a cui sta lavorando da dieci anni Sessanta milioni di dollari, un cast composto da Matthew McConaughey, Austin Butler e Pedro Pascal e un titolo: The Brigands Of Rattlecreek.
Internet ha reagito in due modi all’attentato a Donald Trump: buttandola sul ridere e gridando al complotto Per alcuni, le scene viste durante la Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca ricordano quelle di una sitcom. Per altri, sono la conferma di un enorme complotto.
La Slovenia non solo boicotterà l’Eurovision ma al suo posto trasmetterà una rassegna di film palestinesi «Trasmetteremo la rassegna cinematografica Voices of Palestine, una serie di film di finzione e documentaristici palestinesi», ha detto il direttore della tv pubblica slovena.
Su YouTube è stato pubblicato Giorni di gloria, il primo film italiano a raccontare la Resistenza Lo girarono nel '45 Luchino Visconti, Mario Serandrei, Giuseppe De Santis e Marcello Pagliero, con l'intenzione di lasciarci «la testimonianza definitiva della lotta partigiana».
Sta per uscire il nuovo album di Thomas Bangalter dei Daft Punk ed è di nuovo la colonna sonora di un balletto Si intitola Mirage: Ballet For 16 Dancers e uscirà il 5 giugno. Nell'attesa, se ne può ascoltare già un pezzettino su YouTube.
La costumista del Diavolo veste Prada 2 ha detto che i brand di moda si sono fatti la guerra pur di comparire nel film con i loro vestiti e accessori Molly Rogers ha detto che per la prima volta nella sua carriera si è trovata ad affrontare un eccesso di scelta che l'ha costretta a scartare molti capi nonostante fossero perfetti.
Uno dei soldati che hanno partecipato alla cattura di Maduro ha vinto 400 mila dollari su Polymarket scommettendo sulla cattura di Maduro Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke ha piazzato ben 13 scommesse sulla cattura di Maduro. Ovviamente le ha vinte tutte.
Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha assunto nel suo staff il creatore di È quasi magia Giany, un profilo Instagram di meme su di lui Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.

Internet ha reagito in due modi all’attentato a Donald Trump: buttandola sul ridere e gridando al complotto

Per alcuni, le scene viste durante la Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca ricordano quelle di una sitcom. Per altri, sono la conferma di un enorme complotto.

27 Aprile 2026

Sabato sera, l’Hilton di Washington è passato in pochi secondi dal tintinnio dei calici di champagne alle esplosioni di una sparatoria. Mentre il mentalista Oz Pearlman cercava di indovinare il nome del prossimo figlio dell’addetta stampa presidenziale davanti a un Donald Trump apparentemente rilassato, il caos ha travolto la sala da ballo. Agenti dei servizi segreti in smoking hanno scavalcato tavoli addobbati, piatti pieni di burrata e piselli sono andati in frantumi e la First Lady si è rifugiata sotto il tavolo. Il sospettato, il 31enne Cole Tomas Allen (autodefinitosi Friendly Federal Assassin nel manifesto che secondo gli inquirenti avrebbe scritto prima dell’attentato), è stato bloccato prima di entrare nella sala, ma l’immagine del Presidente Trump che inciampa sorretto dagli agenti delle forze speciali, il Vicepresidente J.D. Vance trascinato via per le spalle (chissà perché prima di Trump, si chiedono i complottisti) e quella del Consigliere per la sicurezza interna Stephen Miller che usa la moglie incinta come scudo umano hanno restituito il ritratto di un potere improvvisamente ed evidentemente vulnerabile.

Internet ha reagito in due modi allo svolgimento dell’annuale Correspondents’ Dinner della Casa Bianca (la cena di beneficienza organizzata ogni anno dalla White House Correspondents’ Association): prendendola sul ridere e gridando al complotto. Mentre i corridoi dell’Hilton (che è lo stesso hotel nel quale nel 1981 fu gravemente ferito l’allora Presidente Ronald Regan) si svuotavano e gli after-party cittadini venivano ridimensionati, la rete ha metabolizzato l’evento con la consueta schizofrenia. Da una parte, il feed è stato invaso da meme cinici n cui si sottolinea che c’è sempre un attentatore dalla pessima mira che organizza un attentato ogni volta che Trump vive un momento politicamente difficile. Dall’altra, le teorie cospirazioniste hanno iniziato a sezionare ogni frame dei video caricati su Instagram, ipotizzando regie occulte dietro l’inciampo del Presidente o l’evacuazione dei membri del Gabinetto. Hanno fatto il giro del web i video di Erica Kirk che singhiozzando chiedeva insistentemente di andare a casa o del macho presidente di UFC Dana White che tutto tronfio dichiara di essere rimasto a guardare per godersi ogni momento della sparatoria. Oppure, ancora, della donna che, in pieno allarme, si infila nella borsa una bottiglia di champagne e una di vino rosso. E infine c’è lui, un signore che, per tutta la durata dell’emergenza, non si è mosso dalla sedia e ha continuato a mangiare, imperterrito e indifferente al corso degli eventi. Un manifesto della post verità da social.

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In questo clima di tensione surreale, Trump ha ovviamente trasformato lo shock in un’estensione della sua retorica politica. Dopo essere stato scortato fuori dalla sala – inizialmente convinto che gli spari fossero solo il rumore di un vassoio caduto, come scrive il New York Times – il Presidente è tornato alla Casa Bianca per parlare alla nazione, non perdendo l’occasione per sottolineare come solo i leader più influenti diventino vittime di attentati e ribadendo, con un tempismo comprensibile solo a lui, che quanto successo conferma la necessità della nuova sala da ballo (puoi togliere un uomo dall’immobiliare ma non l’immobiliare da un uomo, verrebbe da dire). Il paradosso è andato in scena proprio davanti a quei giornalisti che Trump aveva pianificato di mettere alla gogna: in un’insolita virata verso l’unità nazionale, il “nemico del popolo” è diventato improvvisamente il testimone oculare di un dramma condiviso, documentato in tempo reale da smartphone tenuti alti sopra i tavoli.

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