In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.
Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti
Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.
Anthony Sistilli, ingegnere informatico canadese e youtuber con un canale dedicato alla tecnologia, ha cominciato a interessarsi ai lettori automatici di targhe dopo l’ondata di proteste che quest’estate ha travolto Flock Safety, l’azienda americana di sorveglianza che li vende alle polizie degli Stati Uniti. Attivisti e residenti la accusano di condividere i dati con le autorità per l’immigrazione, di aver permesso abusi da parte degli agenti e di aver allargato l’uso delle telecamere ben oltre la caccia ai criminali, fino alle multe stradali spedite a casa senza che nessun agente abbia fermato il conducente. Solo ad agosto 90 città hanno disdetto il contratto con l’azienda. In Canada non esiste un sistema privato e centralizzato come quello di Flock, ma la polizia sta allargando in fretta una rete di telecamere che funziona più o meno allo stesso modo. Sistilli si è quindi chiesto quanto fosse difficile mettere in piedi una Flock tutta sua. Ha allora comprato online una telecamera di sorveglianza in 4K, l’ha collegata al portatile e ha chiesto al suo assistente AI di scrivere un software che segnalasse soltanto le auto della polizia. Poi ha montato il prototipo sul cruscotto ed è uscito a provarlo per strada.
Come racconta Futurism, i primi test non sono andati come sperato. Le immagini andavano a scatti perché il programma cercava allo stesso tempo di calcolare, in 4K, la probabilità che ogni auto inquadrata fosse della polizia e di leggerne la targa. E allora Sistilli, lo ha spiegato in un video, ha abbassato la risoluzione e ha fatto in modo che la targa venisse letta solo dopo aver stabilito che si trattava di un’auto della polizia e solo a quel punto il sistema ha cominciato a funzionare. La polizia locale se n’è accorta presto, e a settembre due agenti si sono presentati a casa sua: «Sono saliti sul vialetto e hanno bussato alla porta per farmi delle domande», racconta. Uno dei due, dice, ci ha tenuto a spiegargli quanto sarebbe stato spaventoso per loro se chiunque avesse potuto scoprire dove abitano, quando cominciano il turno di lavoro e cosa fanno durante la giornata. Sistilli gli ha allora risposto che è esattamente la stessa preoccupazione dei cittadini.
Negli Stati Uniti la questione è aperta da mesi ed è diventata sempre più spinosa. Flock Safety, azienda con sede ad Atlanta, vende alla polizia telecamere montate su pali simili a lampioni, che grazie all’intelligenza artificiale registrano la targa, la marca, il modello e il colore di ogni auto che passa. I dati confluiscono in una rete nazionale che permette di seguire un veicolo anche fuori dalla città in cui è stato registrato. Secondo DeFlock, un progetto che mappa le telecamere grazie alle segnalazioni degli utenti, nel paese ci sono più di 135 mila lettori di targhe e quattro su cinque sono di Flock, presente in quarantanove stati, riporta ABC News. Le proteste sono cominciate quando gli atti hanno rivelato che le agenzie federali (e di altri stati) consultavano i dati raccolti dalle polizie locali, anche e soprattutto per rintracciare immigrati. Poi sono emersi anche gli abusi degli stessi agenti. In Kentucky un poliziotto è stato arrestato con l’accusa di aver usato le telecamere per seguire la sua ex più di duemila volte, e ad agosto a Savannah, in Georgia, sei dipendenti della polizia sono stati licenziati per un uso improprio del sistema. Secondo l’Institute for Justice, un’organizzazione di tutela legale, i casi di abuso documentati sono più di cento, tra pedinamenti e fermi ingiustificati. Le telecamere sono state vandalizzate in almeno 36 stati, a volte segate, investite con un’auto o prese a colpi di pistola. Anche la politica si è mossa: il governatore del Texas Greg Abbott ha sospeso i finanziamenti statali a Flock, la Florida ha vietato di installare lettori di targhe sulle autostrade statali e il senatore repubblicano Josh Hawley ha aperto un’indagine sull’azienda. Flock si difende sostenendo che l’anno scorso le sue telecamere hanno aiutato a ritrovare più di diecimila persone scomparse. Intanto ha ridotto da 30 a 7 giorni il periodo di conservazione dei dati, ma per i cittadini non basta e non è giusto.