«È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
È stata la mano di Dio è il film candidato dall’Italia agli Oscar 2022
Come era prevedibile considerando il larghissimo consenso ottenuto a Venezia dove È stata la mano di Dio si è aggiudicato il Leone d’argento e il premio speciale della giuria, l’Italia ha scelto il nuovo film di Paolo Sorrentino per rappresentare il Paese nella selezione agli Oscar nella categoria di Miglior Film Straniero. Ricordiamo che le liste dei candidati effettivi devono ovviamente ancora essere rivelate, considerando che il giorno delle nomination è fissato al momento per l’8 febbraio 2022 (e la serata di premiazione il 27 marzo), e questo è più che altro il momento in cui ogni Paese decide quale titolo potrebbe rappresentarlo in vista di un possibile inserimento in lista (la Germania, per esempio, ha candidato il suo premiatissimo I’m Your Man di cui abbiamo parlato qui).
Erano 18 i film italiani inizialmente concorrenti per la designazione del candidato a rappresentare l’Italia, tra cui Il cattivo poeta di Gianluca Jodice, Freaks out, Qui rido io di Mario Martone e anche Tre piani di Nanni Moretti. La commissione di selezione, istituita presso l’ANICA su richiesta dell’Academy, si è riunita per votare questa mattina, il 26 ottobre 2021. Dopo esattamente 20 anni dall’ultimo film girato a Napoli, L’uomo in più, È stata la mano di Dio è il film con cui Il Premio Oscar Paolo Sorrentino torna nella sua città, ricordando la “Mano de Dios” di Maradona, a cui il regista è molto legato. La storia, in parte autobiografica, è quella di un ragazzo nella tumultuosa Napoli degli anni Ottanta: il diciassettenne Fabietto Schisa, che lotta per trovare il suo posto nel mondo fino a quando alcuni eventi cambieranno tutto. Uno è l’arrivo a Napoli di una leggenda dello sport, Maradona, l’altro è un drammatico incidente che farà scoprire al protagonista l’amore per il cinema.
«È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
Per la seconda volta consecutiva, la Santa Sede ha allestito uno dei padiglioni più belli della Biennale: Alexander Kluge, Brian Eno,, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Kali Malone, Patti Smith (tra gli altri) espongono tutti qui.