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12:53 mercoledì 24 giugno 2026
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.
Dopo averne licenziati quasi 10 mila, Zuckerberg ha ordinato ai dipendenti di Meta sopravvissuti ai tagli di «ricominciare a divertirsi» Viene da chiedersi: se un dipendente si rifiuta e si presenta a lavoro di cattivo umore, viene licenziato pure lui?
Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».
In Albania un milione di persone è sceso in piazza per protestare contro il resort di lusso di Jared Kushner, il genero di Trump I manifestanti, però, non si accontentano più di fermare la costruzione del resort: adesso vogliono le dimissioni di tutti coloro che hanno approvato il progetto.
Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.

15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia

Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.

16 Gennaio 2026

Forse eravate troppo impegnati a seguire il regime change in Venezuela. O forse eravate troppo presi dal massacro in corso in Iran. O forse eravate troppo angustiati da un mondo che ogni giorno perde un altro pezzo, ormai. E infatti, eccoci al pezzo staccatosi oggi: in Groenlandia la situazione si fa sempre più grave e tesa, tanto grave e tesa che siamo già al punto di inviare un – piccolo, piccolissimo, a essere onesti – contingente militare europeo per assicurarsi che le forza armate degli Stati Uniti d’America non arrivino nottetempo a prendersi l’isola di cui ogni giorno ribadiscono di avere assolutamente bisogno. Certo, visto il più che modesto dispiegamento di forze europeo, è difficile immaginare che alla Casa Bianca adesso cambieranno idea. Come scrive Paul Kirby su Bbc, al momento si tratta di un limited deployment, cioè di un piccolo contingente mandato lì a fare non si sa bene cosa. Forse a vedere se in Groenlandia fa davvero freddo come dicono, in modo da avvisare i militari che verranno di venire vestiti pesanti.

In ogni caso, al momento il limited deployment europeo in Groenalandia conta: 15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano, più diversi soldati e ufficiali danesi, a cui è stata affidato il comando di questa Operation Arctic Endurance, ufficialmente solo un’esercitazione congiunta. Come mai nessun italiano? Perché, stando a quando detto dal ministro della Difesa Guido Crosetto, l’Italia non condivide questa operazione in cui si procede in ordine un po’ sparso. «Abbiamo chiesto che fosse la Nato a coordinare», ha detto Crosetto, in modo da portare avanti un’operazione «responsabile, basata su deterrenza e cooperazione». C’è però un problema: nella Nato ci sono anche gli Stati Uniti d’America, il Paese le cui minacce hanno costretto Francia, Germania, Finlandia, Norvegia, Gran Bretagna e Olanda ha inviare delle “truppe” in Nuova Zelanda. D’altronde, viviamo in un mondo nuovo, non è facile per i Paesi europei abituarsi all’idea di doversi difendere dagli Stati Uniti, è da comprendere l’automatismo che porta Crosetto a pensare che la risposta sia sempre e comunque la Nato. Posto che l’operazione è una missione Nato, semplicemente non vi prendono parte gli Stati Uniti.

Ovviamente, per equilibrio geopolitico, non si può apertamente dire che questi soldati sono in Groenlandia a causa delle minacce di invasione e annessione da parte degli Stati Uniti. Quindi, ufficialmente, i soldati sono lì per un’esercitazione e per assicurarsi che nessuno minacci la Groenlandia. Ovviamente, questa posizione ha fatto fischiare le orecchie della Russia, che tramite l’ambasciatore in Belgio ha fatto sapere di essere «molto preoccupata» per ciò che sta succedendo sull’isola e ha accusato la Nato di volervi insediare una presenza militare permanente «con la scusa di una crescente minaccia da parte di Mosca e Pechino». A completare questo quadro assai ansiogeno, le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt: l’invio di questi soldati «non ha alcun impatto sulla sua (di Trump, ndr) intenzione di acquisire la Groenlandia».

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«Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.