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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

La scienza dello sbattere le palpebre

21 Giugno 2017

«Probabilmente non te ne accorgi, ma passi buona parte delle tue giornate andando in giro con gli occhi chiusi», scrive il New York. Dai dati in possesso degli scienziati, la persona media sbatte le palpebre tra le 20 mila e le 30 mila volte ogni ventiquattr’ore e, facendo due calcoli, dato che il battito dura due decimi di secondo il tempo totale dedicato a questa attività ammonta al 10 per cento della nostra vita diurna.

RAFW S/S 2011/12 - Shakuhachi Backstage

Tuttavia rimane, anche a livello di ricerca scientifica, la domanda sul perché battiamo le palpebre così spesso. E poi, come facciamo ad avere un flusso visivo ininterrotto da questi continui movimenti oculari? Mark Wexler, ricercatore della Université Paris Descartes di Parigi intervistato dal magazine americano, dice che «quando passiamo a uno stato di sonno profondo, sembra che succeda qualcosa alla nostra percezione del tempo». In buona sostanza, quando chiudiamo gli occhi – anche per frazioni di secondo – il cervello si comporta in modo diverso dalla norma. Per dimostrarlo, in uno studio in fase di pubblicazione Wexler e il suo team hanno condotto due esperimenti separati: nel primo hanno chiesto ai partecipanti di chiudere le palpebre dopo aver spento le luci di una stanza, riaccendendole solo alcuni millisecondi dopo la riapertura degli occhi; dopo, è stato chiesto al gruppo di descrivere la loro percezione della durata del buio, scoprendo che con gli occhi chiusi il tempo – quello percepito – passa da due a quattro volte più veloce, rispetto alle situazioni di oscurità affrontate con gli occhi aperti. Nel secondo esperimento, i partecipanti hanno battuto le palpebre guardando l’immagine di un quadrato che è apparsa per una frazione di secondo su uno schermo, ottenendo risultati simili: durante il battito di palpebre, il tempo “accelera”.

Questi risultati confermano che il blink deve avere una qualche funzione neurologica: uno studio del 2013 aveva di recente scoperto che durante quelle frazioni di secondo il cervello viene quasi resettato, mettendo in stand-by alcune zone connesse alle facoltà visive e dell’attenzione. E dato che è l’attenzione ad alterare la percezione del tempo, il risultato dei nostri battiti di palpebre è una percezione diversa dello scorrere dei minuti: potrebbe servire a rendere continua la nostra esperienza del mondo – cosa che spiegherebbe perché, chiudendo brevemente gli occhi, “continuiamo a vedere” – ma per saperlo per certo dobbiamo attendere nuove ricerche.

Immagini Getty Images
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