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07:44 giovedì 2 aprile 2026
Paul McCartney è stato bannato da Reddit per aver postato le foto del suo concerto nel suo subreddit con il suo profilo Non è chiaro perché è successo, però. A quanto pare, McCartney non ha violato nessuna linea guida della piattaforma. Ma è stato bannato lo stesso.
Jacquemus sta finanziando il restauro della Fontana del Bagno delle Ninfe di Versailles Si tratta di una fontana XVII secolo il cui restauro richiederà un anno di lavori. Il designer torna così nella reggia francese, dove aveva già ambientato due sue sfilate.
L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.
Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,
La faccia di Kris Jenner è diventata il portafortuna più usato in Cina da chi vuole diventare ricco A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Hermès ha creato un’esperienza di realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.
La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.
Grazie alla fissazione di Hollywood per i film ambientati nell’antica Roma, il bilancio di Cinecittà è tornato in attivo Il nuovo film su Gesù di Mel Gibson, il biopic su Annibale e il nuovo Assassin's Creed si sono rivelati un toccasana per i conti di Cinecittà.

Il fandom di Elisabetta

Le foto con i cappellini buffi, l'espressione da resting bitch face, l'infinità di gadget-paccottiglia a lei ispirata: Elisabetta è stata la sovrana più longeva della storia d'Inghilterra ma anche la prima icona pop uscita da una famiglia reale.

09 Settembre 2022

È morta la queen. No, non Beyoncé. È morta proprio la regina, quella che c’era da prima che nascessi io, e mia mamma, e mia nonna aveva solo dieci anni. È morta la regina e mi sarebbe piaciuto ricevere la notizia da Radio Londra, o dalla Bbc ancora in bianco e nero, o dal ragazzino con la coppola all’angolo della strada con l’edizione straordinaria fresca di stampa in mano. Invece no: l’ho saputo da Trash Italiano. Sì, confesso che ho molto romanticizzato questa monarchia inglese, io che vengo dalla provincia di Frosinone. Ma negli anni ho conosciuto tanti altri sudditi per passione: ci potete riconoscere perché teniamo in casa oppure sulla scrivania in ufficio, una statuetta di plastica della regina, di quelle con la mano semovente che compie il famoso saluto “a cucchiara”. Le abbiamo dedicato intere mensole, nicchie, altarini riempiti con saliere a forma di corgi, il Funko Pop, la tazzona per il tè con scritto “God save the Queen”, cartoline di lei coi ritratti realizzati da Andy Warhol o Banksy o copertine del Time. Abbiamo magneti sul frigorifero a forma di corona. Cover degli smartphone stile Union Jack. Il suo cartonato a grandezza naturale, comprato come addobbo di punta per una festa di compleanno. Questo doveva essere il coccodrillo della regina e sto parlando di paccottiglia popolana, ma difficilmente qualcuno potrà superare quel magnifico coccodrillo che è The Crown, scritto già in ottica. Spero che Peter Morgan non ci privi della sesta e settima stagione: i millennial che sono corsi a vedere su YouTube le immagini della vera incoronazione, dopo aver visto quella iperrealistica su Netflix, adesso potranno vedere in diretta il funerale vero, pensando a come sarà tra qualche anno quello della serie.

Icona di stile, icona pop, icona politica e istituzionale, simbolo di un secolo, simbolo femminile, la più iconica donna di potere. Personalità eccentrica e allo stesso tempo rassicurante, un po’ come Mike Bongiorno o Raffaella Carrà. Come Giulio Andreotti, “gli storici non finiranno mai di scriverne e discuterne” e neanche i royal watcher, sia quelli ufficiali e retribuiti, sia quelli di Twitter. Una padronanza mostruosa del mestiere di cui è evidentemente sempre stata appassionata. Un indomito senso del dovere. Una straordinaria resistenza fisica. «Tradiva imbarazzo solo con un più rapido battere di palpebra», scriveva Camilla Cederna. Antesignana della resting bitch face per via delle labbra all’ingiù cosicché da sembrare a volte un po’ scazzata. Poco dedita allo humor, né inglese, né di altro tipo, ma d’altronde per quello in famiglia c’era Filippo. Argomento preferito: i cavalli. Chiaro che uno ha la sua statuetta posizionata strategicamente sulla mensola, è per poterla contemplare in quei momenti della giornata e della vita in cui le cose si fanno pesanti, difficili, in salita. Se ce l’ha fatta lei (la malattia del padre, la sorella scavezzacollo, le nuore irrequiete, il figlio cretino, il nipote woke, i primi ministri incapaci, le guerre, le crisi economiche, la fine dell’impero britannico) e senza fare un fiato, ce la possiamo fare anche noialtri.

Come certe ginnaste russe in bilico sulla trave, faceva sembrare semplice il mestiere di regina e, come le sue ave, ci ha fornito anche una versione interessante di come si può essere donna. Senza l’ossessione per sé stessa, non manipolatrice, né ricattatoria, né alla ricerca costante di attenzione con tutti i mezzi possibili. Fuori dalla moda, probabilmente la sera prima andare a dormire si spalmava in faccia una crema sola e non una dozzina. Vestita da stilisti di cui non ci ricordiamo il nome, immune a qualsiasi regola dell’armocromia, con cappellini imbarazzanti e tiare inestimabili, con pelliccetta di cincillà e calze color carne, scarpe “comode”, spille e borsette usate come messaggi in codice per le guardie e i servizi segreti magari per dire “mi annoio” (da copiare). Si è presa cura della famiglia e dell’impero a modo suo, senza la frenesia di dover dimostrare d’essere la migliore. Epitome di nobiltà, è stata il più grande e lucente esempio di resilienza reale, dimostrando che le monarchie illuminate esistono davvero. Dovremmo tutti chinare il capo, come fece lei quell’altra volta, aspirare ad avere la stessa pazienza e magnanimità, dovremmo imparare la sua lezione, fatta coi fatti e non con un podcast. Benché la speranza sia che faccia come Rosa Russo Iervolino («Non sono morta, ho solo mal di schiena») dobbiamo farcene una ragione: è finita l’era della regina, adesso ci saranno solo re.

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