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C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen Joy of Joys, questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.

Pitti Immagine Uomo

Bookswear: il tema, la ricerca e il futuro della moda uomo autunno inverno 2013-14 all'83ma edizione fiorentina.

08 Gennaio 2013

Sfogliare, archiviare, collezionare, riguardare: se le immagini di moda si fanno sempre più frenetiche e percepibili con algidi touchscreen, il grande omaggio alla moda palpabile lo rende Pitti Immagine Uomo che per la sua 83ma edizione ha scelto come tema e titolo Bookswear, una lezione di stile (si spera) da leggere non troppo tra le righe ma nei brand ospitati. Sartoriale, su misura, da toccare: il touchscreen di Pitti è nel suo dna, ovvero tessuti, capi presentati qui, nella grande Fortezza, dove il gusto e il Made in Italy sono attesi per essere archiviati, sfogliati e collezionati sì.  A partire da una temporary fashion library.

Due americani a Firenze. Anzi, due parigini a Firenze, più precisamente nella Fortezza del Sartoriale che apre le porte alla coppia d’oro, Leon&Kim, i due street-designer ormai ben insidiati in casa Kenzo che di questa 83ma edizione saranno i guest internazionali. L’anno scorso il debutto della collezione maschile, la prima, dell’altra coppia di golden boy Chiuri&Piccioli per la maison Valentino. Formula vincente che anche quest’anno viene replicata: la coppia che tutti osservano e stimano  è stata chiamata a Pitti per sfilare il 10 gennaio. Sfilata che chiude una stagione brillante per Humberto Leon e Carol Lim, apprezzati fautori della sport-couture, che stanno reintroducendo l’ossessione delle stampe in quel di Parigi. È una piccola invasione francese quella che colpisce Firenze dall’8 all’11 gennaio, perché, oltre alla febbre da Kenzo, a Pitti arriva anche l’altra faccia dello stile francese -quello estremamente parigino- di unire più forme creative in un solo brand. Parliamo dei due ideatori di Maison Kitsuné, collettivo cresciuto da Colette, e da lì presto esportato ovunque in formato dj-set, limite edition ed eventi: Gildas Loaëc e Masaya Kuroki sono pronti a ideare la soundtrack fiorentina e a mettere finalmente in luce la collezione dedicata alla donna.

Libri, centenari e bontonismo.  Inediti di moda, sì,  fotografie che ancora nessuno ha sottratto da tumblr o vecchi archivi di riviste. Lo zibaldone simbolo di questa edizione dedicata alla Moda-da-sfogliare è presentato da Emilio Pucci. DECADES. A Century of Fashion edizioni Bloomsbury è il grande riassunto dello stile a opera di Cameron Silver,  giornalista, critico e soprattutto occhio feroce che ha cambiato la concezione di stile su red carpet vestendo e svestendo Nicole Kidman e J.Lo, passando per editoriali cult di Harper’s Bazaar e considerato tra i retailer numero uno al mondo. Se tra le sue mani abiti di alta couture hanno avuto una seconda vita,  anche alcune (attuali) star di Hollywood devono alla schiettezza e cultura di Silver  la propria seconda carriera.

Cindy Sherman. Inaugura a Pitti la mostra che Museo Gucci ha deciso di dedicare a Cindy Sherman: un riservatissimo portfolio dell’artista americana che al museo della maison è presente con pochissime fotografie, importanti e dichiarate. Sono infatti i lavori iniziali di Cindy Sherman quelli che adornano le sale del museo e che si collocano nei primissimi anni di studio della Sherman a Buffalo. Femminile come non mai, provocante e avant-gard la mostra Cindy Sherman- Early Works offre un intenso spaccato della donna (prima) e dell’artista (poi). Un respiro femmineo da tutto il casual sartoriale maschile (dal 10 gennaio al 9 giugno).

We love danish people. Che sia qui il nuovo focolare della sartoria europea? Tratti in comune con il sempre ispirato bacino della scuola di Anversa, freschezza e prolificità del Central Saint Martin londinese: la Danimarca sa come coniugare materie prime, cervelli e stili ed è pronta a dimostrarlo a Pitti_W dove è la Guest Nation. Una scelta coerente dopo che lo scorso anno erano stati i Paesi Bassi a essere la nazione attesa nella settimana dello stile fiorentino. Il Nord continua a elaborare nuove strategie e certezze di stile.

La ricerca non ha mai fine. Specie se riguarda il corpo umano. A raccontare questo viaggio costante nelle “misure dell’uomo” è l’installazione di 307 immagini proiettate su pannelli di nylon tratte dal catalogo Stone Island Archivio ‘982-‘012 dedicato ai 30 anni del brand.  Il libro raccoglie il percorso che Carlo Rivetti ha intrapreso per portare il lupo di mare fuori dalle acque e dentro la città e per questa edizione dedicata alla letteratura di moda, il proprietario di Stone ha deciso di rendere visibile il percorso cartaceo con un’ampia gallery fotografica che introduce nel nuovo, quinto, store del brand nella storica via Vacchereccia.

Onitsuka Tiger since 1949. Potrebbe suonare come un’eco a Kenzo la scelta di Andrea Pompilio in collaborazione con Onitsuka Tiger: il designer infatti presenta la collezione autunno inverno 2013-14 nella cornice di Pitti dove il ritorno della sportswear couture è caldamente annunciato dalla presenza della coppia Lim&Leon. Andrea Pompilio si riporta sui propri canoni, più sartoriali, per il suo fashion show presso la Stazione Leopolda: è lui infatti i protagonista di Pitti Italics, il 9 gennaio.

Special Event per Scervino. Le sue cavallerizze in velluto e voile sono state il leitmotiv di una stagione di moda molto britannica e barocca,  ma l’anno lo chiude con un trionfo di Made in Italy nella sua Firenze. È infatti un doppio show quello che Ermanno Scervino porta in scena nel Salone dei 500 a Palazzo del Vecchio perché, oltre alla collezione Uomo 2013-14, sfila anche la Pre- collezione dedicata alla donna. Uno Special Event che riporta una maison italiana al centro dell’attenzione.

Appunti di stile. Terza edizione e ancora molto da dire: Vestirsi da uomo non manca l’appuntamento alla terza edizione e il fulcro di tutto, curato da Angelo Flaccavento, è ancora lo stile maschile. Cappotti, pochette di seta o il giusto taglio della gamba, il percorso nell’universo maschile affonda le radici ancora più a fondo. E per mettere in pratica in tempo reale le scoperte da uomini in questa edizione alla Sala della Scherma in Fortezza debutta anche la versione online degli appunti di stile, una vera wishlist di cui riempire il carrello con una selezione di capi acquistabili in diretta su thecorner.com.

Mezzo secolo con Ben Sherman. 1963, Ben Sherman si ispirò alle divise dei minatori inglesi; 50 anni dopo, a Firenze, lo stile nato per emulare la funzionalità dei capi della working class è ancora vivo e vegeto, anzi è passato incolume (se non arricchito) dalle bagarre che hanno reso Ben Sherman un brand politico, generazionale e culturale.  50 anni che il brand festeggia a Pitti Immagine Uomo con una sfilata ricca di omaggi a quell’immaginario: melton in feltro, e camicie asciutte e poi le stampe, giallo spento, verde salvia, blu operaio. A Firenze viene presentato anche il libro che raccoglie mezzo secolo di Mr. Sherman.  Bookswear, dicevamo.

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