Hype ↓
04:43 lunedì 14 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica

Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.

17 Agosto 2026

Nel villaggio di Andombiry, nel sud-est del Madagascar, sta morendo un pezzo di mondo. Si chiama Tsitakakantsa, ha tra i 1000 e i 1500 anni, ed è uno dei baobab più antichi e venerati dell’isola: da anni funge da ancora spirituale per la comunità che lo circonda, dopo aver ereditato quel ruolo nel 2018 dalla morte di un altro baobab sacro, Tsitakakoike. Come racconta il New York Times, da agosto 2025 l’albero mostra segni inequivocabili di cedimento: muffa, crepe nel tronco, un liquido maleodorante che trasuda dalla corteccia. A maggio 2026, metà della pianta era già crollata a terra.

La causa più probabile, secondo gli esperti, è un’infezione fungina innescata dalle piogge sempre più intense e imprevedibili legate al cambiamento climatico. Non si tratta di un caso isolato: gli studiosi lo considerano piuttosto un sintomo, l’ennesimo segnale che i baobab del Madagascar, alberi simbolo capaci di vivere secoli se non millenni, stanno affrontando una crisi su più fronti, tra deforestazione, incendi appiccati per liberare terreno agricolo e specie sempre più minacciate di estinzione. Per la ricercatrice Onja Razanamaro, del Tsimbazaza Zoo & Botanical Gardens di Antananarivo, questi alberi sono una presenza costante nel paesaggio malgascio, quasi un legame familiare per chi vive intorno a loro.

La perdita non è solo simbolica. In tutto il Madagascar, i baobab svolgono funzioni pratiche oltre che spirituali: fungono da cisterne naturali per l’acqua, sostengono l’economia locale attraverso il raccolto dei frutti e il turismo che generano, e sono al centro di riti e cerimonie religiose. La lenta agonia di Tsitakakantsa, che secondo gli esperti richiederà ancora mesi prima del collasso definitivo, lascerà alla fine solo una macchia di terra scura, l’ombra di ciò che per secoli è stato un punto fermo nella vita di un’intera comunità.

Articoli Suggeriti
Su questa spiaggia isolata e irraggiungibile noi non dovremmo esistere

Perché ogni estate, tutte le estati, facciamo tanta fatica per raggiungere proprio quella spiaggia così difficile da raggiungere e che è inspiegabilmente la nostra preferita? I motivi sono tanti, tutti scientificamente provati.

Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio

Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.