Hype ↓
17:57 venerdì 9 ottobre 2026
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.
La Norvegia è il primo Paese a vietare l’uso degli smart glasses negli spazi pubblici Niente smart glasses in parchi, spiagge, musei, centri commerciali, scuole, asili, strutture sanitarie, palestre ed eventi pubblici, così ha deciso il governo norvegese.

Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa

La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.

24 Agosto 2026

Il 19 luglio a Teheran sono stati chiusi almeno 7 tra bar e ristoranti perché non avevano fatto rispettare alle loro clienti l’obbligo di indossare il velo. Nel Khorasan Meridionale, il Procuratore Capo ne ha fatti chiudere 10 per “violazioni delle norme sociali”. Questo mese l’associazione Human Rights Activists in Iran ha registrato la chiusura di una boutique con una motivazione che vale come sintesi dell’intera campagna di repressione: per aver mostrato il volto scoperto. Lunedì la Procura di Teheran ha annunciato provvedimenti severe contro i locali e contro i negozi che vendono abbigliamento non convenzionale. Le formule usate per perseguire i trasgressori restano quelle che l’associazione racconta da tempo: violazione delle norme, violazione della “modestia”, mancato rispetto della “decenza islamica”. Un conteggio della CNN sugli articoli della stampa iraniana ha trovato casi in mezza dozzina di città in tutto l’Iran. Nel frattempo, per strada, il velo praticamente non si vede più.

Al culmine del conflitto con gli Stati Uniti le donne senza hijab comparivano alle manifestazioni filogovernative e sui media di Stato. Come scrive la CNN, in un video, una donna a capo scoperto sventola la bandiera iraniana, dice che suo marito è nell’esercito e che è orgogliosa di lui. Il regime, nel frattempo, aveva altro da fare: raccontare la guerra come una lotta esistenziale, tamponare le perdite economiche e riorganizzare l’apparato di sicurezza sotto Mojtaba Khamenei (e mettersi al riparo dai missili statunitensi e israeliani). Adesso i conservatori chiedono il conto, però. Hossein Shariatmadari, direttore di Kayhan (considerato il quotidiano più conservatore dell’Iran), scrive che applicare la legge è insieme un obbligo giuridico e un dovere religioso. Mohammad Javad Haj Ali Akbari, che guida la preghiera del venerdì a Teheran, sostiene che esistono campagne organizzate per promuovere la nudità e che qualcuno viene pagato per uscire di casa vestito male (che in Iran significa, per una donna, senza velo e con le spalle scoperte) e minare così le fondamenta sociali, culturali, religiose e morali della Repubblica islamica. Ma la repressione non si è mai fermata, in realtà. A giugno la cantante Parastoo Ahmadi è stata condannata a Qom (la seconda città santa dell’Iran dopo Mashhad) a 74 frustate e a 2 anni di divieto di espatrio, insieme a 8 tra musicisti e produttori, per un concerto trasmesso su YouTube nel 2024 con le spalle scoperte e i capelli sciolti.

Anche dentro le istituzioni, però, qualcosa sembra muoversi, minuscoli segnali di cambiamento esistono. Il Presidente Masoud Pezeshkian ha detto che le convinzioni non si impongono con la forza e ha raccontato che sua figlia a volte non è d’accordo con lui, chiedendo se dovrebbe costringerla a cambiare idea o accettare il fatto che la ragazza, semplicemente, vede il mondo in maniera diversa dalla sua. L’articolo 638 del codice penale iraniano punisce dal 1979 le donne che si mostrano in pubblico senza hijab, ma senza spiegare cosa sia l’hijab, e la legge del 2024 in materia, assai più restrittiva e punitiva della precedente, è ferma in attesa di approvazione in seguito a un intervento del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, che ne ha fermato l’iter di approvazione. Una donna di Teheran sulla sessantina ha spiegato al telefono alla CNN che non crede che il regime riuscirà a rimettere il velo alle donne. Poi però ha aggiunto che pensava che sarebbe andata così anche nel 1979, e che alla fine, con la forza, il regime c’è riuscito.

Articoli Suggeriti
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza

Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».

Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood

L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.