La crisi climatica ci sta costringendo a scendere a patti con il più detestato e perseguitato dei fluidi corporei, il sudore. Benvenuti, dunque, nell'era dello sweatcore.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto
Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
In rari casi, qualcosa di brutto è così brutto che fa il giro, come si suol dire, e diventa bello. Recentemente, questo giro lo ha compiuto Niu Lai, un film d’animazione cinese fatto in casa (letteralmente) le cui imperfezioni sono, grazie a Internet, diventate un punto di forza. Niu Lai è uscito in Cina il 5 agosto, è un film d’animazione di 86 minuti ed è stato realizzato in cinque anni dal regista Xin Yumeng e da sua madre, Sun Lifang. I due non avevano alcuna formazione né esperienza in cinema d’animazione e hanno portato avanti il progetto quasi da soli. Pare che Xin, che il film lo ha diretto, abbia lavorato su un unico computer, mentre sua madre faceva da produttrice (cosa non si fa per amore di un figlio) e scriveva, probabilmente con carta e penna, visto che l’unico pc lo usava il figlio (o forse facevano a turno?).
La storia del film segue un vitellino antropomorfo di nome Niu Lai, protagonista di un’avventura incentrata sull’amicizia, la fiducia e il sacrificio. Le sincere intenzioni del vitello sono però ostacolate da modelli 3D rudimentali, movimenti rigidi, proporzioni visive insolite e una trama onirica al limite dell’incredulità. Niu Lai è uscito praticamente senza alcuna pubblicità, e nei primi 10 giorni ha incassato solo 7.705 yuan (1.070 euro, più o meno) al botteghino cinese. A un certo punto, come scrive Design Taxi, il numero di proiezioni a livello nazionale era sceso a meno di cinque al giorno.
Poi, intorno al 14 agosto, è intervenuto Internet. Gli screenshot delle animazioni che da “brutte” sono diventate “non convenzionali” (l’inizio della fine del giro della bruttezza, oltre che il primo passo verso la consacrazione) si sono diffusi in rete insieme a battute e recensioni sarcastiche, con gli spettatori che si sfidavano a vicenda a vedere il film di persona. Il pubblico ha iniziato a riempire i cinema proprio per vedere quanto fosse davvero strano il film, trasformando la proiezione stessa in qualcosa di simile a uno scherzo collettivo. Alcuni fan si sono, vista l’assenza di materiale promozionale ufficiale, cimentati nel disegno di cartelloni e locandine per le proiezioni. Il 15 agosto, secondo il sito cinese di monitoraggio del box office Maoyan, il numero di proiezioni a livello nazionale era risalito a 1.779. Il giorno dopo, i cinema cinesi avevano in programma circa 14 mila proiezioni. Anche gli incassi hanno seguito la stessa curva di crescita: la mattina del 19 agosto, Niu Lai aveva superato i 24,12 milioni di yuan (circa 3,4 milioni di dollari) al botteghino (a fronte di un budget di circa 200 dollari, ma la notizia non è al momento verificabile).
Crowd reactions at the “Niu Lai” movie screening https://t.co/Y8Ca5HWqfh pic.twitter.com/cb09gBJEwF
— Hi,GBA (@thisisGBA) August 17, 2026
Il fascino del film (e quando una cosa brutta diventa affascinante il giro che dalla bruttezza porta alla bellezza è completato) ha varcato i confini della Cina. A San Francisco, il regista Yifan Gu ha organizzato due proiezioni di Niu Lai che hanno fatto il tutto esaurito, prima ancora che il film fosse distribuito ufficialmente all’estero su larga scala. Secondo il San Francisco Chronicle, per le proiezioni sono state usate copie non autorizzate del film, e Gu si è impegnato a usare i proventi per comprare biglietti per le proiezioni in Cina come modo per sostenere i suoi creatori. Singapore, nel frattempo, è pronta a ospitare la prima tappa ufficiale del film nelle sale all’estero l’1 settembre. Secondo quanto riferito, il distributore di Singapore Encore Films ha acquisito i diritti esclusivi di distribuzione internazionale al di fuori della Cina continentale, con versioni in fase di preparazione in mandarino, cantonese, inglese, coreano, giapponese e tailandese.