Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica)
In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
In Borgogna la vendemmia del crémant è iniziata l’8 agosto 2026, la data più anticipata mai registrata per la denominazione. A raccontarlo per prima sui social è stata l’esperta di vino @thewinediangirl, e il dato trova ora conferma diretta sul campo: secondo The Drinks Business, è stato Marc Sangoy, presidente della Cave de Lugny (cooperativa che gestisce circa 1.250 ettari nella Saône-et-Loire), a raccontare all’AFP di non aver mai vissuto, in quarant’anni di carriera, una vendemmia così precoce. Il precedente record risaliva al 2022, con inizio il 13 agosto: quest’anno lo si è battuto di cinque giorni pieni. Anche France3 Bourgogne-Franche-Comté ha raccolto la testimonianza di una vendemmiatrice sorpresa dalla qualità degli acini: ci si aspettava grappoli secchi dopo settimane di siccità, si stanno raccogliendo invece bacche sane, seppur meno numerose del solito. Una decina di giorni dopo, anche Domaine Leflaive, una delle maison più prestigiose della Côte de Beaune, ha annunciato l’inizio della propria raccolta definendola «estremamente precoce», con uve molto zuccherine ma acidità ancora buona. E il 13 agosto, nel Grand Cru Montrachet, si è arrivati a un record che non si vedeva dal 1556: l’ultima vendemmia così anticipata risale a 470 anni fa.
Il dato che dà la misura del fenomeno arriva però dagli archivi. Nella Côte de Beaune c’è il registro di date di vendemmia più lungo al mondo: 664 anni consecutivi di annotazioni, dal 1354 al 2018, ricostruiti dallo storico Thomas Labbé insieme a un gruppo di ricercatori di Digione, Lipsia e Berna. Lo studio, pubblicato nel 2019 su Climate of the Past, mostra una serie divisa in due fasi: dal 1354 al 1987 la vendemmia iniziava in media il 28 settembre, mentre dal 1988 in poi si è spostata avanti di 13 giorni in media. Delle 33 vendemmie più precoci mai registrate in sei secoli, 21 sono avvenute prima del 1720, e appena 4 tra il 1720 e il 1987. Da allora gli eccessi si sono moltiplicati: secondo Labbé, citato di recente da Wine-Searcher, quattro delle dieci annate più calde dal 1354 sono cadute nel ventunesimo secolo.
Quello che sta succedendo in Borgogna, però, non è un caso isolato: è la fotografia di un’estate che ha spostato in avanti il calendario del vino in tutta Europa. In Italia, secondo Coldiretti, la vendemmia 2026 è partita con circa dieci giorni di anticipo sulla media nazionale. Ad aprire ufficialmente la stagione è stata la Sicilia, nel Trapanese, con la raccolta delle uve bianche precoci da parte di Cantine Ermes il 21 luglio; una settimana dopo è toccato all’Oltrepò Pavese, dove nell’azienda Defilippi I Gessi sono state raccolte le prime uve bianche destinate agli spumanti, in un territorio che normalmente parte nella prima decade di agosto. In Franciacorta, Paolo Ziliani di Berlucchi ha anticipato la raccolta del Pinot Nero dal 10 al 2 agosto, definendola «la vendemmia più precoce che abbia mai fatto». Alcune zone della denominazione, come Gussago e Monte Orfano, hanno vendemmiato per la prima volta in assoluto durante il mese di luglio. In Alto Adige si registra una delle partenze più precoci mai viste, con un anticipo di 7-10 giorni sul 2025 già segnalato dalla Cantina Sankt Pauls. La Toscana, secondo le stime sempre di Coldiretti, potrebbe raccogliere il Sangiovese – vitigno che tradizionalmente si vendemmia tra settembre e novembre – già a metà agosto, una data giudicata «assolutamente inconsueta» per un rosso. Il filo conduttore, riportato pressoché ovunque, è lo stesso della Borgogna: rese in calo per la siccità, ma uve sane e qualità giudicata buona.
In Champagne, la vendemmia 2026 è definita da più fonti la più anticipata di sempre per la denominazione. La prima parcella, uno Chardonnay a Montgueux, è stata raccolta il 6 agosto, undici giorni prima del precedente record del 2020; ad Ambonnay si è partiti il 10. A complicare il quadro, in questo caso, non c’è solo il caldo: una gelata, ad aprile, aveva già distrutto circa il 40 per cento delle gemme, per cui alla scarsità dovuta alla siccità estiva si somma quella causata dal gelo primaverile, con una resa massima commercializzabile fissata dal Comité Champagne a 8.800 kg/ettaro, tra le più basse degli ultimi anni. Anche Bordeaux ha aperto la campagna con le uve da Crémant quasi due settimane prima rispetto al 2025, e si stimano perdite di produzione superiori al 20 per cento per l’intera denominazione.
Ci sono poi i record assoluti, quelli che riscrivono le date di riferimento future. In Francia, a Fitou, nel dipartimento dell’Aude, le prime uve Muscat sono state raccolte il 15 luglio: è, secondo wein.plus, l’inizio di vendemmia documentato più precoce nella storia del Paese, seguito a ruota dal Roussillon il 23 luglio. In Spagna, a Lanzarote, si è addirittura iniziato nella prima settimana di luglio.