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Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero
Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Il Met ha rimesso in mostra il frammento più antico dell’Odissea, e la tempistica non è casuale, ovviamente: dopo il successone al botteghino del kolossal di Christopher Nolan, il Metropolitan Museum of Art di New York ha deciso di riportare in sala il proprio pezzo forte di odisseologia. Il papiro, datato tra il 285 e il 250 a.C., è tornato a essere esposto nella Gallery 162, l’ala del museo dedicata all’arte greca e romana, dopo un lungo periodo passato nei depositi. Ne parla ARTnews, che racconta il ritorno in scena di un oggetto piccolo ma con un peso enorme nella storia della trasmissione dei testi antichi.
Il reperto arriva dall’Egitto ed è il primo frammento dell’Odissea risalente alla prima età tolemaica mai scoperto: poche righe scritte con uno stilo intinto in una miscela di carboncino e acqua, tracciate su papiro. Il dettaglio che lo rende davvero prezioso agli occhi dei filologi è che contiene tre versi assenti dalla versione canonica del poema che leggiamo oggi, prova tangibile di quanto l’Odissea, prima di diventare un testo fisso, abbia viaggiato per secoli di bocca in bocca, tra aedi che la recitavano ognuno alla propria maniera, aggiungendo, togliendo, reinventando.
Il museo ha accompagnato il ritorno in sala del papiro con un piccolo excursus dedicato ad altri sei oggetti della sua collezione permanente legati al poema, e ha chiuso il comunicato con un parallelismo alquanto azzeccato: come Odisseo, anche il racconto dell’Odissea ha fatto il suo lungo viaggio nella storia. Chi non è riuscito a strappare ad andare a vedere il film di Nolan (non tanti, a giudicare dal miliardo abbondante di incassi al botteghino mondiale), insomma, ha ora un’alternativa: una gita al quinto piano del Met.