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20:41 domenica 4 ottobre 2026
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.
Per lanciare il loro nuovo album i Fontaines D.C. hanno organizzato dei listening party nei negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo e l’Italia è uno dei Paesi in cui ce ne saranno di più Saranno ben 22 e si terranno tutti l'8 ottobre, sparsi dalla Liguria alla Sicilia e molti in "provincia", dentro negozi che sono pezzi di storia delle città.
La storia del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, abbattuto per far posto anche a un supermercato, è molto più complicata e preoccupante di come la si sta raccontando Perché oltre al supermercato verranno costruiti anche una Casa della Comunità, una biblioteca e un polo sociale. E piantati 1350 nuovi alberi.
Negli ultimi cinque anni la Svizzera ha perso un quinto dei suoi ghiacciai Solo nel 2026 è sparito il 5,5 per cento del ghiaccio delle Alpi Svizzere. Gli scienziati parlano apertamente di «un anno catastrofico».
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.

Pierpaolo Capovilla che sbuffa scocciatissimo durante il discorso del ministro Giuli è già la cosa migliore di questi David di Donatello

Candidato come Miglior attore protagonista per Le città di pianura, Capovilla si è dimostrato piuttosto insofferente al discorso di Giuli. Ma non è stato il solo.

06 Maggio 2026

La presentazione delle candidature ai David di Donatello al Quirinale ha regalato un momento surreale, con Pierpaolo Capovilla nel ruolo di protagonista assoluto. Candidato come Miglior attore protagonista per Le città di pianura, Capovilla si è ricalato per qualche istante nei panni di Doriano, mostrandosi visibilmente insofferente durante il discorso del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Seduto accanto a Checco Zalone, tra una stretta di mano formale al Presidente Sergio Mattarella e uno sbuffo scocciatissimo catturato dalle telecamere, Capovilla ha incarnato perfettamente l’immagine del “pesce fuor d’acqua”, più preoccupato dalla ricerca di un’uscita verso il baretto in cui ordinare l’ultimo bicchiere che a prestare ascolto alla (noiosetta) liturgia celebrata da Giuli. Liturgia che, tra le altre cose, si è soffermata anche sui mancati finanziamenti al film Giulio Regeni – Tutto il male del mondo di Simone Manetti.

Questa insofferenza arriva alla fine di una settimana di fuoco polemico per l’artista, una settimana in cui ha duramente criticato via social l’organizzazione del Concertone del Primo Maggio. Capovilla ha definito gli artisti in line-up «analfabeti funzionali asserviti alle logiche delle major» e ha attaccato i sindacati per aver trasformato una festa politica in una passerella priva di contenuti. Nel mirino è finita soprattutto Arisa, rea di aver paragonato i conduttori a dei “giullari” che devono evitare di fare “pipponi allucinanti” ai giovani: un’uscita che ha spinto Capovilla a bollare l’intera operazione come «spazzatura musicale», rivendicando uno spirito battagliero che la musica contemporanea avrebbe ormai svenduto.

Ma tornando ai David, sembra ormai esserci una sorta di maledizione che colpisce il ministro Giuli ogni volta che si avvicina al premio. Anche quest’anno, infatti, per lui l’evento si è trasformato in un momento di imbarazzo istituzionale. Se l’anno scorso era stato Elio Germano a farsi portavoce del malcontento dell’industria cinematografica («Meno male che c’è il presidente Mattarella, perché io ho fatto fatica ad ascoltare il rappresentante della cultura del nostro Paese»), quest’anno è toccato al nichilismo (un po’ performativo) di Capovilla rovinare la solennità della cerimonia. La mimica facciale dell’artista durante il discorso del Ministro conferma che, nonostante i tentativi di pacificazione tra politica e cultura, il cinema continua a essere l’ospite più scomodo e meno incline agli applausi di circostanza.

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