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12:30 lunedì 3 agosto 2026
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
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Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.

La costumista del Diavolo veste Prada 2 ha detto che i brand di moda si sono fatti la guerra pur di comparire nel film con i loro vestiti e accessori

Molly Rogers ha detto che per la prima volta nella sua carriera si è trovata ad affrontare un eccesso di scelta che l'ha costretta a scartare molti capi nonostante fossero perfetti.

24 Aprile 2026

Tutti ucciderebbero per un posto come assistente di Miranda Priestly: è uno dei mantra de Il Diavolo Veste Prada. Una battuta che pare contenere un fondo di verità. La costumista de Il Diavolo Veste Prada 2  ha infatti rivelato in un’intervista che durante la lavorazione del sequel le più note maison e i più prestigiosi designer al mondo si sono fatti la guerra pur di vedere i propri capi e accessori entrare nel guardaroba dei personaggi del film. 

Molly Rogers ha rivelato a Vogue che il suo dipartimento è stato letteralmente inondato di materiale inviato spontaneamente dalle maison di tutto il mondo, laddove solitamente chi è nella sua posizione deve contattare il brand, chiedere un prestito e incrociare le dita, sperando che il nome del talent coinvolto o la trama del film siano abbastanza allettanti da convincere il marchio a collaborare. Altrimenti la soluzione è dare la caccia all’outfit che interessa nel mercato di seconda mano, o ricrearlo da zero. Nel caso di Il Diavolo Veste Prada 2, invece, gli armadi del reparto costumi si sono riempiti in un baleno, completi di tutte le it bag più desiderate della stagione. Senza averli nemmeno chiesti, Rogers si è vista recapitare capi e accessori introvabili.

Rogers ha spiegato di aver avuto a disposizione così tanto materiale che le si è presentato il problema opposto rispetto a quello che di solito si deve porre chi fa il suo mestiere. Si è trovata costretta a scartare capi perfetti perché aveva un eccesso di scelta: «La parte difficile è stata avere a disposizione tutte le migliori borse del mondo e decidere quali inserire nel film e quali fossero giuste per i personaggi». Questo nonostante il film, data l’ambientazione della redazione del fashion magazine Runway, preveda molti personaggi con outfit composti di capi di alta moda e con un numero molto più alto del consueto di cambi di costume scena dopo scena.

Rogers, che eredita il difficile ruolo di costumista del film da Patricia Field, ha spiegato di aver seguito lo stesso approccio seguito dalla collega nel primo capitolo del franchise. Il Diavolo Veste Prada 2 non sarà strettamente correlato ai trend e alle collezioni del momento, eccezion fatta per pochissimi capi selezionati. Oltre a doversi adattare al carattere e all’evoluzione di ogni personaggio nel film, gli outfit selezionati sono stati scelti per superare la prova del tempo. Così come avvenuto nel primo film con il celebre montaggio di Andy che cammina per New York sfoggiando a ogni stacco di montaggio un look differente, il sequel punta a proporre scelte di stile slegate dai trend, che siano attuali e desiderabili anche a decenni di distanza dalla realizzazione del film.

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