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I detenuti di Bollate hanno fatto un album trap e rap interamente scritto, registrato e prodotto all’interno del carcere Si chiama 30 OP, è composto da 13 brani e ed è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.
C’è una mostra dei fashion artists Viktor&Rolf in 10 Corso Como chiamata Spectrum Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como presenta «Spectrum», la prima personale italiana dedicata a Viktor&Rolf.
Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
Il fatto che sempre più biblioteche permettano di prendere in prestito gli ebook sta portando a un calo delle vendite delle librerie Una ricerca sostiene che il prestito digitale fa diminuire gli acquisti soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita, quelle in cui si decide il destino commerciale di un libro.
El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.
Dopo aver riportato al cinema le streghe, i lupi mannari e i vampiri, Robert Eggers farà la stesa cosa con Romeo e Giulietta E siccome gli piacciono gli adattamenti infedeli, il film non si intitolerà Romeo e Giulietta e potrebbe non essere ambientato a Verona.
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L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione

La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.

03 Febbraio 2026

Le Nazioni Unite rischiano guai economici piuttosto seri a causa del mancato pagamento dei contributi obbligatori da parte di tanti Stati membri. L’allarme è stato lanciato dal segretario generale António Guterres, che ha avvertito, in una lettera inviata a tutti i 193 Paesi membri, come la situazione di cassa dell’organizzazione sia critica, con difficoltà concrete nel sostenere le spese ordinarie. La situazione è così grave che, in un disperato tentativo di risparmiare, nella storica sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo per contenere i costi delle bollette che le Nazioni Unite non riescono più a pagare.

A scatenare la crisi finanziaria più grave dalla fondazione delle Nazioni Unite è stata la scelta di Donald Trump di ridurre drasticamente il contributo economico degli Stati Uniti, il principale finanziatore dell’organizzazione. Il budget per le missioni di peacekeeping versato dagli Stati Uniti al momento è il 30 per cento di quello originariamente concordato, mentre il contributo economico generale (cioè per tutte le altre attività dell’Onu oltre alle missioni di peacekeeping) è stato azzerato, così come il sostegno a decine di agenzie collegate alle Nazioni Unite. Negli scorsi mesi Trump ha più volte e molto aspramente criticato l’Onu, accusandola di non seguire la linea politica statunitense sia su questioni di mantenimento della pace che su quelle di riorganizzazione dei conti. Secondo quanto riportato da Bbc, la mossa di Trump è stata doppiamente efficace perché molti Stati si sono di fatto silenziosamente allineati alla sua politica, smettendo semplicemente di pagare la propria quota o riducendola drasticamente o versandola con forte ritardo. Tanto che alla fine del 2025 meno della metà dei Paesi membri aveva versato tutta la propria quota annuale. A questo si aggiunge un loop legislativo che costringe l’Onu a restituire soldi che non ha mai ricevuto. Il suo statuto, infatti, prevede che a fine anno debba restituire i fondi che le agenzie non sono riuscite a investire. Le Nazioni Unite, dunque, sono ora chiamate a restituire ingenti quantità di denaro che non sono riuscite a spendere, per il semplice fatto che non hanno ricevuto i fondi necessari a trovare e organizzare i modi per spendere quei soldi.

Guterres ha chiarito che il problema non è dovuto alla cattiva amministrazione dell’organizzazione, ma a una crisi strutturale di finanziamento che mette a rischio il funzionamento dell’Onu. Senza un intervento rapido da parte degli Stati membri, ha avvertito, l’organizzazione potrebbe trovarsi impossibilitata a svolgere il proprio mandato, dalla diplomazia alla gestione delle missioni di pace, fino al coordinamento degli aiuti umanitari.

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