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18:12 mercoledì 7 ottobre 2026
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.

Olivia Rodrigo ha salvato il brand di una designer palestinese semplicemente indossando uno dei suoi vestiti

La founder del brand Nöl Collective, Yasmeen Mjalli, ha definito la richiesta della cantante un vero e proprio «intervento divino».

21 Settembre 2026

È rosa, in seta grezza, corto e con le spalle scoperte. Sul tessuto spiccano delicati ricami color borgogna con perline che raffigurano uccelli dalle ali spiegate, il tutto firmato Nöl Collective. La notizia è diventata nota perchè questo esatto vestito rosa, è stato indossato da Olivia Rodrigo durante la conferenza stampa del Daisy Chain Fields Festival, salvando in questo modo il brand dal fallimento, fortemente compromesso a causa delle conseguenze della guerra. In un post Instagram, il brand ha raccontato i dettagli della preparazione del tessuto e il cartamodello – minuziosamente confezionato da Zio Ibrahim e Zia Adileh – e da altri 9 artigiani. Il tutto quindi totalmente fatto a mano e assolutamente palestinese.

In un’intervista a Vogue Arabia, la fondatrice Yasmeen Mjalli, ha definito la richiesta della cantante un vero e proprio «intervento divino», arrivato in un momento molto drammatico. «Ero esausta, pensavo che quello sarebbe stato il nostro ultimo sforzo prima di chiudere», ha confessato. Il marchio, fondato nel 2020 a Ramallah con l’obiettivo di preservare l’artigianato e le tradizioni tessili palestinesi attraverso il lavoro di cooperative femminili e ricamatrici, era infatti allo stremo a causa di enormi ostacoli logistici. Poco prima, una spedizione dall’India di lana tessuta a mano e tinta naturalmente, destinata alla collezione autunnale, era stata trattenuta per mesi e poi distrutta dalla dogana israeliana. Nel tentativo di trovare materiali alternativi, Mjalli era stata bloccata dai blocchi stradali dell’esercito israeliano fuori Ramallah: l’unico materiale disponibile era rimasto proprio quel tessuto di seta grezza rosa. Come se non bastasse, a causa delle infinite difficoltà di spedizione sul territorio, l’abito è stato consegnato a Los Angeles fisicamente da due volontari, che lo hanno trasportato all’interno del proprio bagaglio a mano.

Tutto bene quel finisce bene però. Il ritorno d’immagine e il conseguente incremento degli ordini derivati dall’apparizione pubblica di Rodrigo hanno garantito a Nöl Collective la liquidità e la stabilità finanziaria necessarie per continuare a produrre abiti totalmente handmade e totalmente palestinesi.

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