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18:39 venerdì 6 novembre 2026
Dopo aver scelto il tema più controverso di tutti (John Galliano), il Met Gala ha provato a rimediare scegliendo quello più noioso di tutti Il tema del prossimo Met Gala sarà “extraORDINARY: Fashion and the Poetics of the Everyday”, una mostra sugli abiti di tutti i giorni che prende il posto di quella su Galliano.
Le nuove assunte del Comune di Tokyo sono due capre a cui è stato affidato il campito di “curare” il prato attorno alla stazione Cioè, di brucare il prato attorno alla stazione di Yotsuya. Lavoro in cui Nagi e Pokke si sono fin qui dimostrate impeccabili.
Dopo che Trump l’ha definita «un cesso di Paese», la Norvegia ha risposto pubblicando una lista dei suoi bagni pubblici più belli L'Agenzia nazionale del Turismo norvegese ha pubblicato un articolo intitolato «Questi sono i cessi migliori del mondo?». E, in effetti, nel Paese ci sono davvero dei bellissimi bagni pubblici.
Rob Sand faceva il modello per Prada, ora è il primo democratico dopo vent’anni a diventare governatore dell’Iowa A lui, però, non piace che si parli del suo passato sulle passerelle di Milano e Parigi. Anche perché i suoi avversari lo hanno usato e lo usano contro di lui.
Un regista sta girando un film sulla gentrificazione a Milano che inizia così: un regista frustrato deve girare uno spot per il Comune di Milano sulla riqualificazione di un quartiere Si intitola La piccola illusione, l'ha diretto Fabrizio Recchi è un cortometraggio indipendente e si finanzia con un crowdfunding in cui le ricompense si chiamano "Subaffitto in nero" e "Attico vista cantiere".
Forse stavolta non dovremo aspettare dieci anni per vedere il nuovo film di Jonathan Glazer Il regista lo ha rivelato quasi per caso al New York Film Festival: dettagli non ne ha dati, però ha detto che è già a buon punto con la scrittura.
Oggi ad Amsterdam si terrà la più grande manifestazione contro i data center mai organizzata da quando esistono i data center Il collettivo Geef Tegengas protesta contro il data center di Microsoft che verrà costruito vicino alla stazione di Sloterdijk e che consumerà tanta energia quanta ne consumano tutte le famiglie che vivono nella zona.
Tre sex worker si sono stufate delle piattaforme che le sfruttano e censurano, così hanno deciso di fondarsi una piattaforma tutta loro, «la più pro-sex worker del mondo» È nata per accorciare la strada tra i social e i contenuti per adulti, e la gestiscono tre sex worker. Vieta l’AI, commissioni più basse di OnlyFans e promette alle creator una cosa rara in questo lavoro: una comunità.

Un gruppo di scienziati è sceso 20 mila leghe sotto i mari e ci ha trovato 200 mila fusti di scorie radioattive

Tra il 1950 e il 1990 la Francia e altri Paesi europei hanno gettato rifiuti nucleari nell'Atlantico settentrionale. Tutti quei fusti di scorie sono ancora lì.

22 Settembre 2026

Granchi, spugne e anemoni non hanno niente in comune con migliaia di fusti di scorie radioattive. Se non che, a oltre 4700 metri di profondità nell’Atlantico settentrionale, questi due mondi sono stati costretti – da noi esseri umani, si capisce – a incontrarsi e convivere. Le scorie radioattive sono di provenienza europea, risalgono al periodo compreso tra il 1950 e il 1990, da quando Francia e altri Paesi del vecchio continente hanno pensato di far trasformare un pezzo di fondale dell’Oceano Atlantico in una discarica nucleare a mare aperto. Una spedizione di monitoraggio, nel 2025, aveva già verificato – da ragionevole distanza – la situazione, contando 3355 contenitori. Ora, una trentina di scienziati a bordo della nave da ricerca francese Pourquoi Pas? Hanno stimato che il numero di barili si attesti in realtà sulle centinaia di migliaia. Duecentomila, per la precisione.

Come si legge su Surfer, visti da vicino, almeno una parte dei fusti è in quello che gli scienziati chiamano stato di decomposizione avanzato, con punti di corrosione tanto profondi da non poter escludere la presenza di perdire. Nessuno, d’altra parte, aveva previsto che restassero chiusi. Il piano dell’epoca era che il contenuto si disperdesse un po’ alla volta nelle profondità, e quel piano sta procedendo alla grande, in effetti. Patrick Chardon e Javier Escartín, co-autori della ricerca, hanno raccolto intorno ai barili sedimenti, acqua, organismi e microbi, e li hanno confrontati con quelli del fondale roccioso vicino. La vita ha colonizzato i fusti, e questo dice agli scienziati qualcosa sulla resistenza e (forse) sull’adattabilità degli ecosistemi delle profondità oceaniche. Non dice che le scorie radioattive siano innocue, ma suggerisce che la situazione ecologica laggiù possa essere più complicata del semplice «fusti cattivi, tutto morto». All’interno dei campioni è stato trovato anche cobalto 60, niobio 94, cesio 137, americio 241. Gli ultimi due sono isotopi “di scarto”, solitamente generati dai test condotti sulle armi nucleari.

Quanto tutto questo sia entrato negli organismi che ci vivono sopra ancora non si sa, e sulla gravità della contaminazione non c’è certezza. I primi risultati li ha pubblicati il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, e il lavoro continua.

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Il rimedio contro la desertificazione potrebbe venire da una sperduta isola dell’Atlantico che da deserto si è trasformata in giungla

Dal 1847, su un’isola vulcanica di Ascension, gli alberi dei Kew Gardens hanno creato una foresta che si mantiene da sola. Gli scienziati la studiano per capire come fermare l’avanzata dei deserti, ma il modello ha dei limiti.