Coyote vs. Acme è la storia di un film che ha finito per subire nella realtà esattamente ciò che racconta: essere sfruttato, maltrattato e quasi censurato da un'avidissima multinazionale.
Il 24 settembre esce Eternal, un cofanetto di 16 dischi che raccoglie un anno intero di bootleg dei Joy Division
E oltre ai 16 dischi: artwork di Peter Saville, scatto di copertina di Wolfgang Tillmans, note di Simon Armitage, foto di Anton Corbijn e Kevin Cummins e una versione restaurata del documentario Joy Division – A Malcolm Whitehead Film.
Lo sappiamo, siamo d’accordo, non se ne può più. Non se ne può più di reunion e ritorni, di nuove edizioni di vecchi dischi, di ristampe, di rimasterizzazioni, di materiali vecchi e brutti che vengono commercializzati solo per spremere quell’ultima goccia di reddito dal nome di un musicista leggendario, di una band immortale. Lo sappiamo.
Però. Come si fa a non entusiasmarsi anche solo un po’, soltanto per un attimo, all’idea di avere tra le mani Eternal (Live), il monumentale cofanetto dedicato ai concerti dei Joy Division: 16 concerti recuperati tra cassette registrate dai fan, nastri da soundboard e trasmissioni radiofoniche d’epoca. Il cofanetto – 14 cd rimasterizzati agli Abbey Road Studios più 2 dvd con oltre 150 minuti di materiale filmato – arriva in un formato da 12×12 pollici con un artwork firmato Peter Saville, storico art director della Factory Records, insieme a Warren Jackson, Howard Wakefield e Brett Wickens, mentre la fotografia di copertina porta la firma di Wolfgang Tillmans.
Il cuore del progetto sono però le registrazioni inedite: la raccolta include l’ultima esibizione della band, tenuta alla High Hall di Birmingham nel 1980 a pochi giorni dalla morte di Ian Curtis, oltre a due concerti – ai leggendari Hope & Anchor e Acklam Hall – mai pubblicati ufficialmente, e altre tre registrazioni finora inedite da The Factory, Lyceum e Moonlight Club. Un apparato che va ben oltre la semplice raccolta audio: dentro il box trovano posto le note del poeta Simon Armitage, le fotografie di Anton Corbijn e Kevin Cummins (gli stessi che hanno costruito buona parte dell’iconografia della band), e una nuova versione montata del documentario Joy Division – A Malcolm Whitehead Film.
Come primo assaggio è già disponibile “Transmission” registrata dal vivo ai Les Bains Douches di Parigi, uno dei concerti più mitizzati nella storia del gruppo. Operazioni come questa raccontano bene un certo modo di trattare l’eredità dei Joy Division: non un archivio polveroso da riesumare, ma un lavoro filologico che rimette in circolo materiali che per decenni sono passati di mano in mano tra i collezionisti più ossessivi, restituendo oggi – con la qualità sonora di Abbey Road – quello che prima si ascoltava solo su bootleg sgranati.