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05:18 venerdì 14 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

L’Olanda non ha mai autorizzato l’eutanasia di Noa Pothoven

05 Giugno 2019

Si sta parlando molto del caso di Noa Pothoven, la ragazza olandese di 17 anni morta domenica 2 giugno a casa sua, ad Arnhem. Sulle maggiori testate italiane, tra cui Corriere della Sera e Repubblica, ieri si leggeva che Noa era morta «con l’assistenza medica fornita da una clinica specializzata». La ragazza, riportava l’articolo, «ha chiesto e ottenuto l’eutanasia, legale nei Paesi Bassi, dopo anni di sofferenze psichiche seguite a una violenza sessuale subita all’età di 11 anni».

Noa soffriva di depressione, stress post-traumatico e anoressia: aveva raccontato la sua esistenza in un’autobiografia dal titolo Winnen of leren (vincere o imparare). Il giorno prima di morire la ragazza aveva pubblicato sul suo profilo Instagram una foto con un lungo messaggio, così riportato dai media italiani: «Vado dritta al punto: entro massimo 10 giorni morirò. Dopo anni di lotte, la lotta è finita. Ho smesso di mangiare e di bere e dopo difficili confronti è stato deciso che potrò morire perché la mia sofferenza è insopportabile».

Il dettaglio sorprendente di una notizia già di per se sconcertante è che i media italiani hanno commesso un grave errore nel riportare la vicenda. Come ha scritto Marco Cappato, esponente dei Radicali e dell’Associazione Luca Coscioni in un post che sta circolando molto, l’Olanda non ha autorizzato l’eutanasia della 17enne, come hanno invece riportato i giornali e i telegiornali. L’Olanda ha infatti rifiutato l’eutanasia a Noa: era stata lei stessa a sottolinearlo, e i giornali olandesi (qui un articolo e una video-intervista pubblicati dal Genderlander nel 2018) avevano riportato le sue parole: «La mia domanda è stata rifiutata perché sono troppo giovane e avrei dovuto prima affrontare un percorso di recupero dal trauma psichico fino ad almeno 21 anni».

Quando ha detto queste parole Noa aveva ancora 16 anni. Alcuni commenti al post di Cappato sottolineano come, avendone compiuti 17 quest’anno, la sua situazione potrebbe essere cambiata. È però impossibile trovare online un articolo che affermi chiaro e tondo che la ragazza ha ottenuto l’eutanasia dallo Stato olandese mentre compaiono sempre più segnalazioni dell’errore, come questa di Naomi O’Leary, giornalista di Politico.

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