Le foto e i video della sua performance, Seaworld Venice, violano le linee guida della piattaforma in fatto di nudità, a quanto pare.
Dopo 25 anni, Netflix spedirà il suo ultimo dvd
Nel 2020 il giornalista di Wired Amit Katwala aveva indagato sui motivi per cui ben 2 milioni di persone continuavano a ricevere per posta i dvd di Netflix (ne avevamo parlato qui). Ai tempi non era chiaro per quanto tempo ancora Netflix avrebbe mantenuto operativo il suo servizio dvd: nel 2011 aveva provato a trasformarlo in un marchio separato (chiamato Qwikster), che avrebbe imposto agli abbonati di pagare separatamente per dvd e streaming. L’azienda era stata costretta a fare un’inversione di marcia dopo la protesta dei clienti: in due mesi aveva perso metà del valore delle azioni e 800.000 abbonati. Nel dicembre 2019, il Ceo di Netflix Reed Hastings aveva detto che non aveva fretta di sbarazzarsi dei dvd e che avrebbe fatto durare il servizio almeno altri cinque anni.
«È il momento di dire addio alle buste rosse»: di anni ne sono passati quattro ma la fine dei dvd Netflix a quanto pare è arrivato. Come ha riportato il Guardian, l’azienda ha annunciato che dopo 25 anni «la difficile decisione è stata presa». Un anno fa, Netflix ha annunciato di aver perso abbonati per la prima volta in un decennio, annuncio che ha mandato in tilt il prezzo delle azioni della società. Di fronte alla dura concorrenza di rivali tra cui Apple, Disney e Hulu, la società ha deciso di reprimere la condivisione delle password tra amici e famigliari. Se è vero, come dice l’azienda, che 222 milioni di famiglie possedevano un abbonamento alla piattaforma, ce n’erano almeno altre 100 che accedevano ai contenuti Netflix grazie al password sharing.
L'attrice sta condividendo su Instagram immagini e video dal set di Three Incestuous Sisters, girato negli stessi luoghi in cui i suoi genitori s'innamorarono.
Si chiama RAMageddon ed è causato dall'espansione delle server farm che hanno assorbito non solo l'attuale offerta mondiale di chip ma anche la sua capacità produttiva per diversi anni.
Lo si è scoperto grazie al progetto Cats for Palestine, una serie di grafiche in cui la parola Palestine veniva puntualmente sostituita dalla parola Ukraine.