L’attore spagnolo ha chiesto la fine del blocco agli aiuti umanitari, guidando una folta schiera di star che hanno parlato della Palestina agli Emmy.
All’ingresso del cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti è stato appeso uno striscione molto esplicito su Netanyahu
Nel giorno in cui il Premier israeliano ha fatto il suo criticatissimo discorso all'Onu, Moretti ha commentato così: "Netanyahu criminale pazzo"
Di solito sulla facciata del cinema si trova il titolo del film in proiezione con rispettivi orari. Ma stavolta il Nuovo Sacher di Nanni Moretti ha fatto un’eccezione: è tornato infatti a prendere posizione contro Benjamin Netanyahu affiggendo uno striscione rosso con scritta bianca che recita “Netanyahu criminale pazzo”.
Lo striscione è apparso nel giorno del discorso del Primo ministro israeliano all’assemblea generale delle Nazioni Unite, un discorso molto criticato per i suoi contenuti e accolto malissimo dalla stessa assemblea generale (le immagini dei delegati che lasciano la sala in segno di protesta sono finite sui media di tutto il mondo).
La scritta mette letteralmente in piazza (largo Ascianghi 1, Roma) la posizione di Moretti sul genocidio in Palestina. Ma non è la prima volta che il regista esprime la sua opposizione alle politiche del governo israeliano. A maggio su Instagram aveva pubblicato un post con la foto di Netanyahu con scritto “Ma quanti palestinesi devono ancora morire perché tu sia soddisfatto e finalmente la smetta?”.
Dalle difficoltà economiche del Paese (e non soltanto di questo Paese) è emersa una nuova, inquietante figura "professionale": consulenti che, essendo stati licenziati loro, spiegano come fare a non farsi licenziare. A pagamento, ovviamente.
È uno dei personaggi più stravaganti e inquietanti venuti fuori dalla Silicon Valley. Ha appena pubblicato un "manifesto" in cui espone la sua distopica visione del mondo. Una visione che ha tutte le intenzioni e i mezzi per trasformare in realtà.
Dopo che nel 2019 era stato deciso l'uso dei dispositivi digitali persino negli asili, ora il Paese spenderà oltre 200 milioni di euro in libri "veri e propri" da usare nelle scuole.