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02:32 giovedì 27 agosto 2026
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.

Newsweek ha spiegato perché le morti ufficiali di Wuhan potrebbero essere solo una piccola parte

31 Marzo 2020

Mentre l’Italia e la Spagna hanno già ampiamente superato il numero dei morti ufficiali in Cina per l’epidemia da Coronavirus (e l’America si avvia a diventare il nuovo epicentro dei contagi), sempre più dubbi vengono sollevati sui numeri ufficiali rilasciati dal Paese di Xi Jinping. Come racconta Newsweek, alcuni fattori negli ultimi giorni hanno contribuito a sollevare parecchie domande, a partire dalla pila di urne accatastate in una delle otto case funerarie di Wuhan, che stanno lavorando a pieno ritmo, dai tassi di cremazione ufficiali della città e dalle notizie di un sistema sanitario sopraffatto. Sono in molti, infatti, a pensare che le 2.535 morti (su 50.000 infezioni) dichiarate dal governo cinese non siano che una piccolissima parte del bilancio reale.

Lo scetticismo nasce dal modo in cui, almeno in una fase iniziale, i funzionari cinesi hanno minimizzato, se non coperto, la gravità dell’epidemia prima che si diffondesse all’estero, e dalle numerose revisioni al metodo con cui sono stati conteggiati i casi interni. Secondo Newsweek, «il sistema sanitario di Wuhan è stato travolto durante le fasi di picco della diffusione del virus in Cina, il che solleva ulteriori domande in merito ai 2.535 morti dichiarati». Negli ultimi giorni, inoltre, hanno iniziato a circolare sui social cinesi foto delle urne che arrivavano a Wuhan, «dopo che le famiglie che avevano perso i loro cari a causa del Coronavirus avevano ricevuto l’ordine di ritirare le ceneri cremate da una delle case funebri della città». Le immagini hanno inevitabilmente rimesso in discussione il vero bilancio delle vittime: se tra mercoledì e giovedì scorsi dei camion hanno trasportato all’incirca 2500 urne nella casa funebre in questione (che è solo una delle otto attive in città), come ha riferito un autista al sito Caixin, e se altre 3500 sono state fotografate accatastate nella stessa struttura, com’è possibile che quei 2.535 morti ufficiali siano reali?

Secondo i dati riportati da Newsweek, «Nel 2019 a Wuhan si sono svolte 56.007 cremazioni, 1.583 in più rispetto al 2018 e 2.231 in più rispetto al 2017, secondo i dati rilasciati dall’agenzia per gli affari civili di Wuhan. Nel 2019, la popolazione di Wuhan è cresciuta solo dell’1,1% rispetto al 2018, secondo una stima delle Nazioni Unite. Comunque, anche se queste cifre suggeriscono un aumento del tasso di mortalità della città al di sopra della cifra della crescita della popolazione, non sono conclusive». Secondo molti cittadini di Wuhan, le vittime potrebbero essere intorno alle 26.000, almeno basandosi sulla quantità di urne consegnate e distribuite per tutta la città. Sui social, infatti, c’è chi fa il calcolo di circa 3500 urne al giorno consegnata da ognuna delle case funebri nel periodo che va dal 23 marzo al 3 aprile: «in base a questi calcoli, in 12 giorni saranno distribuite circa 42.000 urne. Togliendo almeno 16.000 morti che rientrerebbero in quelle “normali”, basandosi sul tasso di mortalità annuale della Cina nell’arco di due mesi e mezzo, la stima delle urne dimostrerebbe che l’epidemia di Coronavirus avrebbe potuto causare qualcosa come 26.000 morti».

Come abbiamo visto anche in Italia, di questi tempi è facile farsi prendere la mano con stime e grafici, che risultano essere spesso approssimativi e dannosi quando non sono elaborati da professionisti. Newsweek avverte perciò di prendere con le pinze le informazioni che ci arrivano e le teorie elaborate sui social, cinesi e non: rimane il fatto che ci sono ancora moltissime cose da chiarire su cos’è successo in Cina all’inizio dell’epidemia.

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