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22:57 lunedì 12 ottobre 2026
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Alanis Morisette ha fatto un nuovo album ed è un album di canzoni natalizie Si chiama Good Weather for Immaculate Conception e raccoglie le cover natalizie pubblicate dal 2020 a oggi, più due inediti.
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».

Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor

Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.

24 Agosto 2026

NAZA è un acronimo militare usato dagli apparati di intelligence israeliani per indicare quanti civili si prevede che un raid aereo ucciderà. È anche il titolo del documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor che il 10 settembre alle 17:15 avrà la sua prima mondiale in Sala Grande, alla Mostra del cinema di Venezia, alla presenza dei registi, dei produttori, dei giornalisti del Guardian (che il film lo ha prodotto) e della delegazione ufficiale. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, NAZA ricostruisce nel dettaglio i sistemi impiegati nell’uccisione di massa e calcolata dei civili palestinesi nella Striscia di Gaza da parte dell’Idf. È l’unico documentario selezionato nel Concorso dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Abraham e Szor sono due registi israeliani, tra i quattro coautori di No Other Land, vincitore dell’Oscar 2025 per il Miglior documentario. Il film sta a metà tra il cinema e il giornalismo, è un documentario basato sulle rivelazioni pubblicate tra il 2023 e il 2025 da +972 Magazine, dalla testata in lingua ebraica Local Call e dal Guardian. Come detto in precedenza, qui il Guardian è anche produttore oltre che fonte, assieme a James Wilson di JW Films, Jonathan Glazer (produttore esecutivo), in associazione con Placeholder Films e Unseen Hand. Wilson e Glazer sono, rispettivamente, produttore e regista de La zona d’interesse, vincitore dell’Oscar per il Miglior film internazionale.

Con Abraham e Szor salgono a nove i registi che quest’anno faranno il loro debutto a Venezia, sui 21 selezionati in concorso. Gli altri sono Casey Affleck, Ali Asgari, Danny Boyle, May el-Toukhy, Cédric Kahn, Ilya Khrzhanovsky, Lance Oppenheim, Nicolas Pariser e Paolo Strippoli. In quell’elenco NAZA è il solo titolo che porta in Sala Grande un lavoro di cronaca, costruito su documenti già pubblicati precedentemente dai giornali. Il 10 settembre alle 17:15 quei documenti diventano un film in concorso, con una giuria che dovrà valutarlo. E un titolo che è un numero: quanti civili morti si mettono in conto prima di premere il pulsante.

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