Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani
Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Dal 7 ottobre 2023, Israele ha ucciso almeno 268 operatori dei media nella Striscia di Gaza, rendendo il genocidio il conflitto in cui sono morti più giornalisti nella storia. Queste persone non sono mai state commemorate. Per questo, l’associazione Writers Against the War on Gaza (WAWOG) ha lanciato The Living Record, un archivio che raccoglie più di 50 elegie funebri pronunciati da giornalisti di tutta la Striscia in memoria di colleghi uccisi mentre facevano il loro lavoro. Le elegie sono in arabo e si ascoltano una alla volta, con la trascrizione che scorre sincronizzata in arabo e in inglese, mentre sullo schermo si vede soltanto il volto del giornalista o della giornalista il cui ricordo in quel momento si sta celebrando.
Come scrive Literary Hub, WAWOG descrive l’archivio come un memoriale collettivo di persone che, pur sapendo come sarebbe finita, hanno scelto la strada della resistenza e della verità. Il comunicato con cui lo presenta è anche un atto d’accusa contro i media occidentali, ritenuti complici per aver rilanciato senza filtro né verifiche la propaganda del governo israeliano e per l’uso di formule disdicevoli e tendenziose come «trovato morto» (usato spessissimo al posto di «ucciso»), che secondo gli attivisti dell’associazione servono a nascondere la verità della carneficina.
La trappola che l’archivio prova a disinnescare è quella che scatta poche ore dopo ogni morte di un giornalista nella Striscia di Gaza, quella con la quale l’esercito israeliano accusa il morto – e talvolta anche la sua famiglia, i suoi conoscenti, il suo datore di lavoro – di essere un affiliato o un fiancheggiatore di Hamas. Contro questo meccanismo The Living Record mette il dettaglio biografico e la voce di chi conosceva davvero la vittima. Lo scorso 14 agosto, alle 18:30, alla Riverside Church di New York, WAWOG, il Movimento Giovanile Palestinese e il Collettivo Femminista Palestinese hanno dedicato al corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif (ucciso a nord della Striscia di Gaza il 10 agosto 2025) una serata intitolata Keeping the Record Alive. L’incasso è andato al Gaza Journalist Fund, i proventi servono a far uscire da Gaza City i giornalisti che si trovano ancora lì, assieme alle loro famiglia, intrappolati e braccati.