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08:52 giovedì 27 agosto 2026
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.
Un fotografo, una pittrice, una casa d’aste e una galleria d’arte si stanno facendo causa per la famosa foto in cui Liam Gallagher dà un bacio a Noel Justin Thomas accusa Elizabeth Peyton di plagio e la David Zwirner Gallery e Sotheby’s di aver provato a trarre guadagno da questo plagio.
Sempre più miliardari stanno comprando casa in Patagonia perché si sono convinti che lì sopravviveranno alla fine del mondo A convincerli sono stati quattro fattori: isolamento, capacità di produrre di cibo, capacità di produrre energia e abbondante disponibilità d’acqua.
Dolly Parton verrà ricordata anche come una delle più agguerrite sindacaliste nella storia dell’industria musicale La cantautrice è stata una lavoratrice della musica e non ha mai smesso di usare il proprio potere per tutelare chi suonava al suo fianco.
Pur di non danneggiare un antico castello da ristrutturare, in Giappone lo hanno fatto spostare a mano da 1800 volontari Il mastio del castello di Hirosaki pesa 360 tonnellate. Questo non ha affatto scoraggiato i volontari.
C’è una certa confusione attorno all’attore che interpreterà il professore di Difesa dalle Arti Oscure nella serie tv di Harry Potter La parte era stata affidata a Nicholas Hoult, che prima ha accettato e poi ci ha ripensato perché i suoi fan avevano preso malissimo la notizia. Ora il ruolo è passato a Kit Harington, i cui fan si sono fin qui dimostrati indifferenti.
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.

Qual è il messaggio del logo a cui stava lavorando Milton Glaser prima di morire

01 Luglio 2020

«Non faccio praticamente nulla tranne il mio lavoro. Non ho nessun hobby», era una delle sue frasi celebri. Milton Glaser, uno dei più famosi graphic designer di sempre, è morto venerdì, nel giorno del suo novantunesimo compleanno. Famoso per la cover del Greatest Hits di Bob Dylan (1967) e il logo I ♥ NY (1977) – ma anche quello della DC Comics e i manifesti pubblicitari della Olivetti – Glaser ha lavorato fino alla fine. Tre giorni dopo la sua morte, sul New York Times, Jeremy Elias ha svelato un progetto su cui Glaser aveva segretamente lavorato durante la crisi Covid-19 e di cui avevano parlato insieme su FaceTime poco più di un mese fa.

Il progetto era un trattamento grafico della parola “Together”, “Insieme” che Glaser aveva immaginato di distribuire agli studenti delle scuole pubbliche di New York prima di condividerlo con il Paese. «Non esisteva un piano aziendale», ha poi spiegato il designer grafico e direttore dello studio di Glaser, Ignacio Serrano. «Si trattava semplicemente di connettere le persone. Lui userebbe questo esempio: “Se ti piace Mozart e mi piace Mozart, abbiamo già qualcosa in comune. Abbiamo un ponte”». Serrano ha rivelato che Glaser si era già sentito male durante le proteste di Black Lives Matter e che aveva detto di essere convinto avrebbe generato più idee in risposta alle difficoltà del mondo «se soltanto avesse avuto più tempo e fosse stato ancora in grado di andare in ufficio».

La conversazione tra Glaser e il reporter del New York Times è avvenuta dopo che Elias ha inviato un’email allo studio di Glaser, chiedendo se il team pensava che «una qualche forma di espressione artistica – simile al suo logo I ♥ NY avesse il potenziale per rivitalizzare una “città malata”». Invece di ricevere una risposta dai rappresentanti del designer come si era aspettato, Elias ha ricevuto una chiamata FaceTime da Glaser in persona. Per la prima volta, il designer ha detto a qualcuno che stava lavorando a “Together”, un’abbreviazione della frase molto usata ” We’re all in this together”: «Puoi creare l’equivalente simbolico di quella frase semplicemente usando la parola ‘insieme’». Le lettere sono tutte diverse, ma tutte correlate, per indicare che hanno «qualcosa in comune». Quando gli è stato fatto notare che il logo non aveva un chiaro riferimento a New York, Glaser ha risposto: «Questo è, ovviamente, un problema mondiale, non un problema di New York». Ha poi espresso ancora una volta il suo stupore nei confronti del successo del suo logo “I ♥ NY”: «Dopo tutti questi anni, non capisco cosa renda un’idea abbastanza convincente. Il design inizia con il desiderio di cambiare una condizione esistente, ma … il cambiamento è qualcosa in cui speri, e il più delle volte non lo capisci».

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