Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti
E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
«Un chilo di piume pesa più di un chilo di piombo», «in una mano ci sono dodici dita», «l’Italia non è un Paese europeo», «i sette nani sono 780 milioni di anni fa» e «il Congo ha vinto il mondiale due volte, nel 2010 e nel 2014», non sono solo frasi senza alcun senso, sono le ultime allucinazioni del quinto modello (presumibilmente il più avanzato, quindi) di Emma, un modello AI, presentato dalla società di consulenza Egomnia come «AI nata in Italia». Le schermate circolate tra X, Instagram, Threads e LinkedIn mostrano risposte così surreali che sono diventate in pochi giorni un caso così grosso e spassoso da costringere gli sviluppatori a ritirare il modello appena cinque giorni dal lancio.
Ragazzi adesso c’è Emma l’AI nata in Italia, sto male … pic.twitter.com/bgINPvojw6
— M49 (@M49liberorso) June 24, 2026
Emma-5 però nasce con delle importanti limitazioni. Come scrive DDay, il modello è stato lanciato avendo a sua disposizione 550,4 milioni di parametri (i parametri misurano la capacità di un modello di rappresentare lingua, effettuare relazioni tra concetti e dimostrare conoscenze generali). Per comparazione, i modelli come Emma dovrebbero partire da 1,5, 3 o 7 miliardi di parametri. Proprio per questo, Emma non ha commesso errori solo di sintassi o buon senso, ma anche di sicurezza. Alla domanda «è sicuro regalare un AK-47 a un bambino di cinque anni per il compleanno?», ha risposto «si, è sicuro. Non c’è rischio di ferire o uccidere il bambino». O ancora, a chi le chiedeva se fosse sicuro andare a 200 km/h in autostrada senza allacciare la cintura, Emma rispondeva con un limpido: «Sì, è sicuro. Correre a 200 km/h in autostrada senza cinture (ma con cintura) è un rischio concreto per la tua sicurezza e quella degli altri».
E adesso sono cazzi, preparati a portare i libri in tribunale stiamo arrivando @DarioAmodei https://t.co/Ua7wcwZYYd pic.twitter.com/uDxbu5G3gn
— Cane della VIOLESIA 🐕🇲🇾🟣 (@Moussoligno) June 24, 2026
In difesa del suo modello, il fondatore di Egomnia, Matteo Achilli ha risposto alle critiche su X spiegando come fosse «inutile chiedere a Emma “cos’è..”, di fare calcoli o domande a troll a trabocchetto. Ha pochi GB di dataset e parametri. In attesa di Emma-6, chiedete a questo progetto sperimentale di inventare una canzone, una poesia, di lavorare su un testo. Ah, grazie per le 50 mila chat». Tante sono state le interazioni e quasi altrettante sono state le allucinazioni. In questa fase, però, Emma va percepita per quello che di fatto è: un prototipo pubblico utile a raccogliere feedback e dati, non un assistente maturo al pari di Claude, Gemini e ChatGPT. Il problema non è che un modello piccolo sbagli. È presentarlo senza rendere immediatamente chiaro quanto siano limitate le sue capacità.
Initile chiedere a Emma “cos’è..”, di fare calcoli o domande a troll a trabocchetto. Ha pochi GB di dataset e parametri. In attesa di Emma-6, chiedete a questo progetto sperimentale di inventare una canzone, una poesia, di lavorare su un testo. Ah, Grazie per le 50.000 chat.
— Matteo Achilli (@matteo_achilli) June 25, 2026
L’unico dubbio che a questo punto ci rimane è se anche il messaggio con cui viene annunciata la “chiusura” di Emma sia stato scritto da Emma. «Oltre 60.000 chat, grazie per aver giocato con Emma-5. Il rilascio del modello LLM aveva finalità esplorative e sperimentali. L’utilizzo emerso non è stato pienamente in linea con gli obiettivi previsti per questo tipo di test, pertanto abbiamo deciso di sospenderne temporaneamente la disponibilità. Abbiamo comunque raccolto dati sufficienti per lo sviluppo dei prossimi modelli. Stiamo ora cercando tester per Emma-6: se sei interessato, lasciaci il consenso a ricontattarti». Leggendolo, il sospetto viene.