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19:41 giovedì 15 ottobre 2026
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
ll Monte Bianco è diventato più alto ma questa non è una bella notizia come ci piacerebbe pensare In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.
La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco».
Il governo di Netanyahu adesso sta litigando anche con il Board of Peace di Trump Ad agosto il Board of Peace ha affidato a un'azienda americana il primo cantiere di "New Gaza". Due mesi dopo Israele non ha ancora fatto entrare né i camion né gli operai.
Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.

Michele D’Aurizio

Uno dei volti della coverstory del nuovo numero di Studio: Michele è un curatore classe 1985. Ve lo presentiamo con una video-intervista.

03 Giugno 2013

Giustezza. Non è un sostantivo frequente, ma nel vocabolario c’è. E racconta un’idea di precisione e tempestività, oltre che di rigore formale. Michele D’Aurizio (nato a Chieti nell’85, milanese dalla fine del liceo) la ripete più volte, parlando dell’esperienza di Gasconade, lo spazio espositivo no-profit che ha fondato nell’autunno 2011 in Piazza Lavater e dirige insieme a Luca Castiglioni e Davide Stucchi, curandone le mostre.

Una sì e una no, a quell’indirizzo, dato che Gasconade alterna la propria programmazione a quella della galleria Federico Vavassori. Fifty fifty, insomma, a rotazione in due stanze: una affacciata sulla strada, con vetrina e pavimento a scacchi bianchi e neri da bottega rétro, l’altra stretta e lunga sul retro. Muri bianchi, pochi metri, molta energia: di solito, la folla dell’inaugurazione sta sul marciapiede, con qualsiasi tempo, a passarsi birre e commenti. E così, in un paio d’anni, Gasconade si è guadagnato il titolo di piattaforma di lancio cittadina, dove andare a vedere cosa producono di nuovo gli artisti nati o professionalmente cresciuti in città. Molti hanno studiato a Brera e condiviso l’esperienza del collettivo Motel Lucie (che occupava uno spazio quasi identico, piastrelle incluse, a Lambrate), ma non tutti. Ci sono Andrea Romano, Davide Stucchi, Beatrice Marchi, Alessandro Agudio, Francesco Joao Scavarda, Dario Guccio, senza completare la lista. I più giovani, finora, Giangiacomo Rossetti e Alice Ronchi, classe 1989. Perché è senz’altro generazionale lo spettro, da metà anni Ottanta in avanti, con l’ambizione di dimostrare la giustezza della scena milanese contemporanea e costruire ponti con altri “gemelli” all’estero, aumentando volume, intrecci e attenzione. Basta con la latitanza. Quando si è giovani l’ambizione è inscindibile dal proprio fare quotidiano; a volte è in disaccordo con le dinamiche di professionalizzazione delle proprie passioni, a volte le accelera, spiegava il testo (quasi un’autobiografia o un manifesto) del comunicato stampa per la personale di Kaspar Müller.

«Abbiamo guardato molto a quello che succedeva in uno spazio come New Jerseyy, a Basilea, per la sua capacità di far emergere un intero gruppo di artisti elvetici. Uno spazio fisico che era anche una comunità di appartenenza, un luogo di scambi e relazioni precise, personali. Ci interessava scandagliare un formato canonico di esposizione, come unità di misura, perché la storia dell’arte è fatta di mostre. Anziché sperimentare per sperimentare. E il senso della storia ci è comunque presente, nell’orizzonte di riferimento a un’estetica o una tradizione, così come nello studio della pratica di artisti italiani di altre generazioni, come per esempio Piero Gilardi, incluso nella collettiva recente The Cthulhu Club». La strategia di networking centripeto funziona e i progetti off site di Gasconade sono in crescita: dopo il debutto ad Artissima LIDO, ci sono state le mostre da 1m3 a Losanna, alla Maison Rouge di Parigi, alla galleria Federica Schiavo di Roma.

Nella capitale, lo scorso anno, D’Aurizio è stato spesso, come curator in residence al Pastificio Cerere: nel 2013, Gasconade aprirà in situ una succursale, in uno degli studi d’artista del complesso a San Lorenzo. Appena nata anche Dark Knights, la piattaforma digitale su Abitare.it (Editors Online Residency, dice il sito), con la quale il gruppo apre finestre periodiche sul tema dell’underground. In ogni caso, i budget restano risicati e l’autoproduzione d’obbligo. D’Aurizio si finanzia con l’altro lavoro che svolge a tempo quasi pieno per Kaleidoscope, la rivista d’arte contemporanea di cui è associate editor. Del resto, la giustezza, in tipografia, è anche la lunghezza di una riga di testo, compresso entro i margini. Lui ha iniziato impaginando e facendo ricerche iconografiche per Mousse mentre studiava architettura d’interni al Politecnico, ha proseguito mentre frequentava Arti Visive e Studi Curatoriali della NABA, continua anche ora che Gasconade assorbe più energie e il lavoro allarga il proprio raggio: prossima puntata, a settembre, la collettiva Trust a sua cura alla galleria Balice Hertling di Parigi. Avanti, avanti.

Video by Tim Small

Fotografia di Alan Chies

Dal numero 14 di Studio

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