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00:28 giovedì 3 settembre 2026
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.
L’uomo condannato per l’omicidio di Tupac aveva scritto in un libro di essere il mandante dell’omicidio di Tupac, poi è stato accusato di essere il mandante dell’omicidio di Tupac e ha detto che in realtà si era inventato tutto per vendere più copie Il libro si intitola Compton Street Legend, autopubblicato, 215 pagine con filigrane a forma di foro di proiettile, e descrive Duane Keith Davis, detto Keffe D, come l'uomo che procurò la pistola che fu usata per uccidere Tupac.
Four Tet ha pubblicato su YouTube un set di 4 ore e mezza 58 tracce condensate in 4 ore e 24 minuti. Nel video ci sono inediti, remix, canzoni dal suo repertorio fantasma e numerose collaborazioni.
A Gaza non si possono più far volare gli aquiloni perché Israele li considera una minaccia terroristica Lo ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo il quale «Un aquilone viene trattato come un drone, con o senza esplosivi».
Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.
Ib Kamara lascia Off White ed è l’ennesima brutta notizia per lo streetwear Sono previste però special capsule firmate da lui con dieci collaboratori esterni, tra cui il musicista Kid Cudi e lo stilista Raul Lopez.
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.

Michele D’Aurizio

Uno dei volti della coverstory del nuovo numero di Studio: Michele è un curatore classe 1985. Ve lo presentiamo con una video-intervista.

03 Giugno 2013

Giustezza. Non è un sostantivo frequente, ma nel vocabolario c’è. E racconta un’idea di precisione e tempestività, oltre che di rigore formale. Michele D’Aurizio (nato a Chieti nell’85, milanese dalla fine del liceo) la ripete più volte, parlando dell’esperienza di Gasconade, lo spazio espositivo no-profit che ha fondato nell’autunno 2011 in Piazza Lavater e dirige insieme a Luca Castiglioni e Davide Stucchi, curandone le mostre.

Una sì e una no, a quell’indirizzo, dato che Gasconade alterna la propria programmazione a quella della galleria Federico Vavassori. Fifty fifty, insomma, a rotazione in due stanze: una affacciata sulla strada, con vetrina e pavimento a scacchi bianchi e neri da bottega rétro, l’altra stretta e lunga sul retro. Muri bianchi, pochi metri, molta energia: di solito, la folla dell’inaugurazione sta sul marciapiede, con qualsiasi tempo, a passarsi birre e commenti. E così, in un paio d’anni, Gasconade si è guadagnato il titolo di piattaforma di lancio cittadina, dove andare a vedere cosa producono di nuovo gli artisti nati o professionalmente cresciuti in città. Molti hanno studiato a Brera e condiviso l’esperienza del collettivo Motel Lucie (che occupava uno spazio quasi identico, piastrelle incluse, a Lambrate), ma non tutti. Ci sono Andrea Romano, Davide Stucchi, Beatrice Marchi, Alessandro Agudio, Francesco Joao Scavarda, Dario Guccio, senza completare la lista. I più giovani, finora, Giangiacomo Rossetti e Alice Ronchi, classe 1989. Perché è senz’altro generazionale lo spettro, da metà anni Ottanta in avanti, con l’ambizione di dimostrare la giustezza della scena milanese contemporanea e costruire ponti con altri “gemelli” all’estero, aumentando volume, intrecci e attenzione. Basta con la latitanza. Quando si è giovani l’ambizione è inscindibile dal proprio fare quotidiano; a volte è in disaccordo con le dinamiche di professionalizzazione delle proprie passioni, a volte le accelera, spiegava il testo (quasi un’autobiografia o un manifesto) del comunicato stampa per la personale di Kaspar Müller.

«Abbiamo guardato molto a quello che succedeva in uno spazio come New Jerseyy, a Basilea, per la sua capacità di far emergere un intero gruppo di artisti elvetici. Uno spazio fisico che era anche una comunità di appartenenza, un luogo di scambi e relazioni precise, personali. Ci interessava scandagliare un formato canonico di esposizione, come unità di misura, perché la storia dell’arte è fatta di mostre. Anziché sperimentare per sperimentare. E il senso della storia ci è comunque presente, nell’orizzonte di riferimento a un’estetica o una tradizione, così come nello studio della pratica di artisti italiani di altre generazioni, come per esempio Piero Gilardi, incluso nella collettiva recente The Cthulhu Club». La strategia di networking centripeto funziona e i progetti off site di Gasconade sono in crescita: dopo il debutto ad Artissima LIDO, ci sono state le mostre da 1m3 a Losanna, alla Maison Rouge di Parigi, alla galleria Federica Schiavo di Roma.

Nella capitale, lo scorso anno, D’Aurizio è stato spesso, come curator in residence al Pastificio Cerere: nel 2013, Gasconade aprirà in situ una succursale, in uno degli studi d’artista del complesso a San Lorenzo. Appena nata anche Dark Knights, la piattaforma digitale su Abitare.it (Editors Online Residency, dice il sito), con la quale il gruppo apre finestre periodiche sul tema dell’underground. In ogni caso, i budget restano risicati e l’autoproduzione d’obbligo. D’Aurizio si finanzia con l’altro lavoro che svolge a tempo quasi pieno per Kaleidoscope, la rivista d’arte contemporanea di cui è associate editor. Del resto, la giustezza, in tipografia, è anche la lunghezza di una riga di testo, compresso entro i margini. Lui ha iniziato impaginando e facendo ricerche iconografiche per Mousse mentre studiava architettura d’interni al Politecnico, ha proseguito mentre frequentava Arti Visive e Studi Curatoriali della NABA, continua anche ora che Gasconade assorbe più energie e il lavoro allarga il proprio raggio: prossima puntata, a settembre, la collettiva Trust a sua cura alla galleria Balice Hertling di Parigi. Avanti, avanti.

Video by Tim Small

Fotografia di Alan Chies

Dal numero 14 di Studio

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