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La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia

Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.

01 Giugno 2026

C’è una cantina a Tbilisi dove le ragnatele pendono dal soffitto nella penombra e l’aria ha la dolcezza muschiata che viene da secoli di riposo. Dentro ci sono circa 40 mila bottiglie di vino che fino a questa settimana nessuno aveva mai potuto vedere. Erano di proprietà di Iosif Stalin e il governo georgiano, che ha ereditato la collezione, ha aperto per la prima volta i locali al pubblico annunciando che metterà tutto all’asta. I fondi verranno usati per aprire una scuola di enologia.

La Georgia è da sempre una delle capitali mondiali dell’enologia, con reperti archeologici che documentano una tradizione vinicola che prosegue ininterrottamente da 8 mila anni. Mettere all’asta la cantina del georgiano più famoso di sempre (non ce ne voglia Demna) per finanziare il futuro dell’enologia nazionale è il tipo di operazione che funziona sia a livello culturale che economico che simbolico.

Anche la provenienza di questa collezione è una storia dentro la storia. I vini più pregiati arrivano dalle tenute più famose di Bordeaux, ma sono passati prima per la cantina degli zar: erano di proprietà di Alessandro III e di suo figlio Nicola II. Dopo la Rivoluzione russa del 1917, i sovietici si impadronirono della collezione imperiale dei Romanov. Stalin, nato in Georgia, al potere dal 1924 fino alla morte nel 1953, bevitore e collezionista appassionato, ne divenne il custode, aggiungendo gradualmente le sue varietà georgiane preferite. Il risultato è un archivio che attraversa l’impero zarista, la rivoluzione bolscevica e il totalitarismo sovietico, in ogni bottiglia è anche un documento storico e come tale verrà battuto all’asta.

Irakli Gilauri, proprietario di Gilauri Wines, ha collaborato con il Ministero dell’Agricoltura georgiano al progetto. A Reuters ha detto che l’asta contribuirà a «mettere la Georgia sulla mappa dei collezionisti». L’incognita che rimane è sull’effettivo stato di conservazione del vino all’interno delle bottiglie, che nei meandri della storia potrebbe aver subito delle alterazioni.

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