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02:04 sabato 13 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.

È disponibile in streaming Roma illegale, il documentario sulla leggendaria scena rave romana degli anni ’90

Uscito nel 2021, il film di Andrea Scarcella arriva finalmente in streaming, sulla piattaforma OpenDDB.

01 Giugno 2026

La testimonianza di una Roma ballerina e rivoluzionaria, arrivata solo nel 2021, è raccontata da Andrea Scarcella negli 80 minuti del suo documentario autoprodotto, Roma Illegale, che torna ora disponibile in streaming sulla piattaforma OpenDDB. Un documento fondamentale per capire cosa sia stata l’esplosione della cultura rave nella Capitale.

«Basta! Basta! Basta! Per carità». È il 1991, le parole di Giuliano Ferrara infastidito durante il programma l’Istruttoria, co-condotto con Jo Squillo, descrivono l’emergente duo musicale Lory D – Leo Anibaldi, intenti a spiegare «il punto massimo di esplicitazione di un certo modo di concepire la house music (…) contro le regole di buona creanza». Ferrara non poteva sapere che la scena musicale romana stava per stravolgere tutto e tutti. Eppure nomi come Lory D, Leo Anibaldi, Fabrizio e Marco D’Arcangelo, Mauro Tannino, Paolo “Zerla” Zerletti, Max Durante, Marco Micheli, Andrea Prezioso, Anna Bolena – una delle pochissime dj italiane dell’epoca – hanno definito l’immaginario di cose mai viste e mai sentite prima, di natura acida, scura, metallica, nervosa, sperimentale, di un fare “musica” inedito. L’esigenza era chiarissima: serviva colmare un vuoto apertosi attorno alle altre scene, riappropriandosi degli spazi e aggregando, tramite il suono, le persone. 

Chicco Furlotti diede un tetto e delle mura a quel bisogno: l’Euritmia, un luogo che sancì la nascita ufficiosa dei rave romani. Tra i più famosi party di quell’anno ricordiamo Adamski a Monterotondo o quello in cui si festeggiava l’etichetta Plus 8 con Cybersonic, Dan Bell, Speedy J e F.U.S.E. (uno dei primi alias di Richie Hawtin).  Il luogo di “raccolta” per eccellenza erano i negozi di dischi: i vinili erano selezionati attentamente da Sandro Nasonte tra gli scaffali del suo Re-mix, che divenne ben presto uno dei riferimenti della scena e uno dei negozi più all’avanguardia in Italia.

“This is the sound of Rome” è l’espressione massima di un famoso campionamento presente in The Sounds of Rome di Lory D ed è stata la colonna sonora di un movimento potentissimo. A differenza della house solare ed edonista che riempiva le piste della Riviera Romagnola, o della techno futurista e robotica di Detroit, the sound of Rome nasce incazzato perché è figlio del cemento delle borgate e dei quartieri dormitorio. Tracce sopra i 150 BPM, velocissime, sature di frequenze acide erano la risposta diretta all’alienazione di zone fatte di cemento crepato, come il Laurentino 38 o Corviale. I dj esasperavano le frequenze per creare un’estetica cyber e metallica, simulando rumori artificiali. Ballare per ore nei capannoni industriali diventò così una reazione violenta alla stagnazione sociale e agli strascichi dell’epidemia di eroina del decennio precedente, uno schiaffo in faccia alla Roma bene e ai club pettinati del centro, che impose la techno romana come l’equivalente elettronico del punk del ’77.

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