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12:50 lunedì 1 giugno 2026
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È disponibile in streaming Roma illegale, il documentario sulla leggendaria scena rave romana degli anni ’90 Uscito nel 2021, il film di Andrea Scarcella arriva finalmente in streaming, sulla piattaforma OpenDDB.
In Norvegia la crisi climatica sta facendo emergere dal permafrost cadaveri vecchi di secoli I corpi dei cacciatori di balene a Likneset, la Punta dei Cadaveri delle Isole Svalbard, stanno emergendo dai ghiacci che si pensava eterni.
Netanyahu ha detto apertamente di aver ordinato all’IDF di occupare almeno il 70 per cento della Striscia di Gaza Questo nonostante sia formalmente in vigore un cessate il fuoco che già garantiva a Israele il controllo sul 53 per cento della Striscia.
In Toy Story 5 c’è anche Bad Bunny e si è scoperto che interpreta il personaggio Fetta di pizza con occhiali Personaggio al momento molto misterioso, di cui sappiamo solo che è una fetta di pizza, che indossa occhiali da sole e che è «estremamente cool».
C’è un tracker di voli aerei che segue solo i voli sui quali c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto Variazioni di altitudine, turbolenze, manovre inaspettate, rotte sbagliate: tutto quello che non vorremmo succedesse mai in volto, a portata di clic.
Il Tribeca è il primo grande festival al mondo a inserire in concorso un film fatto interamente con l’AI Dreams of Violets racconta le proteste in Iran del gennaio 2026, è costato 2 mila dollari ed è stato realizzato in tre mesi usando solo AI.
La nuova campagna di Jacquemus è un documentario su una giornata in compagnia di Pamela Anderson e dei suoi due figli Si intitola A Day With Pamela and Her Sons e ci sono i figli di Pamela Anderson che la prendono molto in giro.

È disponibile in streaming Roma illegale, il documentario sulla leggendaria scena rave romana degli anni ’90

Uscito nel 2021, il film di Andrea Scarcella arriva finalmente in streaming, sulla piattaforma OpenDDB.

01 Giugno 2026

La testimonianza di una Roma ballerina e rivoluzionaria, arrivata solo nel 2021, è raccontata da Andrea Scarcella negli 80 minuti del suo documentario autoprodotto, Roma Illegale, che torna ora disponibile in streaming sulla piattaforma OpenDDB. Un documento fondamentale per capire cosa sia stata l’esplosione della cultura rave nella Capitale.

«Basta! Basta! Basta! Per carità». È il 1991, le parole di Giuliano Ferrara infastidito durante il programma l’Istruttoria, co-condotto con Jo Squillo, descrivono l’emergente duo musicale Lory D – Leo Anibaldi, intenti a spiegare «il punto massimo di esplicitazione di un certo modo di concepire la house music (…) contro le regole di buona creanza». Ferrara non poteva sapere che la scena musicale romana stava per stravolgere tutto e tutti. Eppure nomi come Lory D, Leo Anibaldi, Fabrizio e Marco D’Arcangelo, Mauro Tannino, Paolo “Zerla” Zerletti, Max Durante, Marco Micheli, Andrea Prezioso, Anna Bolena – una delle pochissime dj italiane dell’epoca – hanno definito l’immaginario di cose mai viste e mai sentite prima, di natura acida, scura, metallica, nervosa, sperimentale, di un fare “musica” inedito. L’esigenza era chiarissima: serviva colmare un vuoto apertosi attorno alle altre scene, riappropriandosi degli spazi e aggregando, tramite il suono, le persone. 

Chicco Furlotti diede un tetto e delle mura a quel bisogno: l’Euritmia, un luogo che sancì la nascita ufficiosa dei rave romani. Tra i più famosi party di quell’anno ricordiamo Adamski a Monterotondo o quello in cui si festeggiava l’etichetta Plus 8 con Cybersonic, Dan Bell, Speedy J e F.U.S.E. (uno dei primi alias di Richie Hawtin).  Il luogo di “raccolta” per eccellenza erano i negozi di dischi: i vinili erano selezionati attentamente da Sandro Nasonte tra gli scaffali del suo Re-mix, che divenne ben presto uno dei riferimenti della scena e uno dei negozi più all’avanguardia in Italia.

“This is the sound of Rome” è l’espressione massima di un famoso campionamento presente in The Sounds of Rome di Lory D ed è stata la colonna sonora di un movimento potentissimo. A differenza della house solare ed edonista che riempiva le piste della Riviera Romagnola, o della techno futurista e robotica di Detroit, the sound of Rome nasce incazzato perché è figlio del cemento delle borgate e dei quartieri dormitorio. Tracce sopra i 150 BPM, velocissime, sature di frequenze acide erano la risposta diretta all’alienazione di zone fatte di cemento crepato, come il Laurentino 38 o Corviale. I dj esasperavano le frequenze per creare un’estetica cyber e metallica, simulando rumori artificiali. Ballare per ore nei capannoni industriali diventò così una reazione violenta alla stagnazione sociale e agli strascichi dell’epidemia di eroina del decennio precedente, uno schiaffo in faccia alla Roma bene e ai club pettinati del centro, che impose la techno romana come l’equivalente elettronico del punk del ’77.

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