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14:46 giovedì 8 ottobre 2026
La Norvegia è il primo Paese a vietare l’uso degli smart glasses negli spazi pubblici Niente smart glasses in parchi, spiagge, musei, centri commerciali, scuole, asili, strutture sanitarie, palestre ed eventi pubblici, così ha deciso il governo norvegese.
Quella volta in cui chiesero alla neo Premio Nobel Anne Carson che libri nuovi stesse leggendo e lei rispose che non legge libri nuovi ma solo «libri usciti nel 500 a.C.» E non a caso ha vinto il Nobel per la Letteratura (anche) per il modo in cui è riuscita a costruire «un dialogo giocoso con la tradizione classica».
Maricarmen Abascal è morta a 87 anni in una stanza d’ospedale. Ha passato gli ultimi sei anni della sua vita a lottare per non essere sfrattata dalla sua casa Ci era entrata nel 1956, con il padre e la madre, e aveva sempre pagato l'affitto. Quando le dissero che doveva andarsene, rispose che avrebbe lottato fino alla fine.
Due creator hanno lanciato una app per scoprire tutti i posti strani e inquietanti del mondo prima che spariscano per sempre «Siamo gemelli e vi aiutiamo a trovare destinazioni strane e sconosciute», così i creator Bodhi e Kai hanno presentato Deep Spot, «la mappa più figa del pianeta».
Un rarissimo uccello che vive solo sull’Himalaya è stato costretto a cambiare cinguettio perché non riusciva più a farsi sentire dai suoi simili per colpa del rumore causato dai turisti L'uccello si chiama monal, detto anche fagiano himalayano, e i turisti gli stanno rovinando la vita: per colpa loro si è dovuto pure trasferire in alta quota.
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.

Il dolore delle donne è molto diverso da quello degli uomini

19 Marzo 2019

Wired ha dedicato un lungo articolo a un nuovo tipo di ricerca che potrebbe rivoluzionare il modo in cui si cura il dolore cronico. Diversi studi stanno dimostrando che i percorsi secondo i quali si sviluppa il dolore sono diversi per gli uomini e per le donne, il che significa che i farmaci che funzionano per un sesso potrebbero fallire per l’altro. Se è così semplice, perché ancora non abbiamo farmaci antidolorifici progettati solo per uomini o solo per donne? La ragione è altrettanto semplice. La sperimentazione dei farmaci inizia con studi su ratti e topi: può sembrare incredibile ma fino a tre anni fa quasi tutte le ricerche utilizzavano solo animali di sesso maschile.

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Brain ha rivelato ad esempio le differenze nei nervi sensoriali che trasmettono il dolore neuropatico nei midolli spinali di uomini e donne, quello che insorge come diretta conseguenza di un danno o di una malattia che colpisce il sistema nervoso. Il primo di questi studi sugli esseri umani fornisce la prova più convincente che abbiamo bisogno di farmaci diversi. L’incapacità di includere le differenze tra i sessi nella ricerca deriva in parte da convinzioni imperfette ma profondamente radicate. Come scriveva già negli anni ’80 Marianne Legato, cardiologa che iniziò a sottolineare le differenze nei sintomi di infarto tra uomini e donne e quindi pioniera di un nuovo campo della medicina, «[I ricercatori] hanno sempre dato per scontato che uomini e donne fossero assolutamente identici sotto tutti gli aspetti, tranne per la loro biologia riproduttiva».

Jeffrey Mogil, docente alla McGill University di Montreal e uno dei più importanti ricercatori sulle differenze sessuali nel dolore, sottolinea l’importanza di questo tipo di ricerca e sulla necessità di utilizzare anche animali di sesso femminile in fase di sperimentazione e di farlo separando i dati. Inutile utilizzare animali maschi e femmine senza registrare le reazioni specifiche di un genere o dell’altro. Negli anni ’90, Mogil decise di registrare separatamente i dati ottenuti da un esperimento su topi maschi e femmine e scoprì che il farmaco che il laboratorio stava testando funzionava solo nei maschi. Quando ha raccontato il suo risultato  al suo supervisore, il neuroscienziato ha risposto: «Jeff, le differenze di sesso devono essere godute, non studiate». Per fortuna lui ha continuato a studiarle comunque. In una recensione del 2005 pubblicata sulla rivista Pain, Mogil ha rilevato che il 79 percento degli studi sul dolore riguardava solo animali di sesso maschile. Con un enorme balzo in avanti, nel 2016 il NIH ha iniziato a richiedere che la maggior parte della ricerca sugli animali coinvolgesse sia i maschi che le femmine. Ma c’è ancora tanta strada da fare.

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