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13:32 venerdì 23 ottobre 2026
Il 30 ottobre i portuali di mezzo mondo fermeranno le navi che trasportano armi I sindacati dei lavoratori portuali di sei paesi tra Europa e Mediterraneo hanno indetto una giornata internazionale di scioperi contro il traffico di armi e la militarizzazione dei porti. In Italia la protesta è diventata uno sciopero generale
La crisi abitativa sta avendo degli effetti devastanti sulla vita sessuale dei giovani Si parla tanto di “recessione sessuale” della Gen Z, ma il problema non è il desiderio: sono le pareti sottili, i coinquilini e i genitori. E in Italia, dove si esce di casa a 30 anni, la questione è ancora più seria.
Se le persone non avessero iniziato a pubblicare sui social i video dei supermercati vuoti forse i media e la politica non avrebbero mai parlato delle proteste al Sud Prima dei giornalisti e prima del governo, a raccontare cosa stava succedendo al Sud a causa delle proteste degli autotrasportatori sono stati i clienti dei supermercati, con il telefono.
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Paul Mescal, Daisy Edgar Jones, Jonathan Glazer, Irvine Welsh, Tilda Swinton, i Kneecap e molti altri hanno firmato una lettera in difesa di Sally Rooney «Sally Rooney è una scrittrice, non una terrorista», inizia così la lettera pubblicata dopo che l'editore Faber ha ritirato i libri della scrittrice irlandese dai negozi del Regno Unito per via del suo sostegno a Palestine Action.
L’AI ha scoperto nel linguaggio su cui si regge il 70 per cento dei siti web una falla gravissima che era lì da 10 anni e di cui nessuno si era mai accorto Due vulnerabilità critiche in PHP permettono di prendere il controllo dei server senza autenticarsi. Adesso si tratta di correggerle prima che AI "cattive" ne approfittino.
Sulle nuove sterline Winston Churchill, Jane Austen, William Turner e Alan Turing lasceranno il posto a un riccio, un barbagianni, un bombo e una pulcinella di mare Quasi mezzo milione di britannici ha votato gli animali che sostituiranno i personaggi storici sulle prossime sterline. Hanno vinto il riccio, il barbagianni e il bombo, a cui la Banca d’Inghilterra ha aggiunto la pulcinella di mare.
A quanto pare tanti uomini leggono romanzi romance, ma si vergognano a dirlo e lo fanno di nascosto Leggono Bridgerton e romantasy, ne parlano solo su Discord e chiedono l’anonimato. In Italia sono quasi uno su cinque nella fascia tra i 25 e i 54 anni.

La crisi abitativa sta avendo degli effetti devastanti sulla vita sessuale dei giovani

Si parla tanto di “recessione sessuale” della Gen Z, ma il problema non è il desiderio: sono le pareti sottili, i coinquilini e i genitori. E in Italia, dove si esce di casa a 30 anni, la questione è ancora più seria.

23 Ottobre 2026

Da qualche anno non c’è giornale che non abbia dedicato un articolo alla cosiddetta recessione sessuale della Gen Z, il ritratto di una generazione che beve poco, esce poco e, soprattutto, fa poco sesso. In un lungo pezzo su Dazed, la giornalista Sophie Wilson propone una spiegazione meno moralistica: il desiderio c’è, a mancare è lo spazio. Tutti ricordano l’adolescenza passata ad aspettare la “casa libera”, ma oggi quell’attesa si trascina ben oltre i 20 anni. Nel Regno Unito, secondo l’Istituto nazionale di statistica, nel 2025 viveva ancora con i genitori il 28,7 per cento dei giovani tra i 20 e i 34 anni, contro il 25,4 per cento di dieci anni prima, e secondo una ricerca della banca Nationwide l’età media di chi vive in una casa condivisa è salita a 35 anni. La crisi abitativa, insomma, non riguarda solo il conto in banca.

Le storie raccolte da Dazed (con nomi di fantasia) sono di quelle che chiunque abbia vissuto con dei coinquilini riconosce subito. C’è Ella, 29 anni, in una relazione a distanza, che quando il fidanzato è finalmente in visita si ritrova a fermarsi per ascoltare i passi in corridoio. C’è Amelia, 28 anni, che divide la casa con tre ragazze mattiniere e non osa invitare nessuno, e che vorrebbe soltanto che la coinquilina smettesse di trattenersi: «Tanto vale urlare, tesoro!». E c’è Annie, 29 anni, che quando viveva con la madre faceva sesso sul pavimento per non far cigolare il letto. I numeri dicono la stessa cosa. Secondo un sondaggio di SpareRoom, quattro inquilini britannici su cinque vengono svegliati dai coinquilini almeno una volta a settimana, e il 24 per cento indica tra le cause il sesso degli altri. In un’indagine commissionata da LELO, marchio di sex toys, il 72,9 per cento dei giovani che vivono ancora in famiglia dice che la propria situazione abitativa rende più difficili le relazioni, e più della metà che ne risente la propria vita sessuale, soprattutto per la mancanza di privacy e la paura di essere sentiti. Come riassume Alice Wilkinson, autrice di un manuale sulla sopravvivenza nelle case condivise, le case non sono pensate per quattro o cinque adulti che vogliono vivere una vita sessuale piena.

Se il problema è serio nel Regno Unito, in Italia è strutturale. Secondo i dati Eurostat pubblicati a settembre, i giovani italiani lasciano la casa dei genitori in media a 30,2 anni, quasi quattro anni dopo la media europea, ferma a 26,3. Per molti, insomma, la “casa libera” resta un lusso fino alla soglia dei 30, e a quel punto spesso la soluzione è una stanza in affitto separata dalle altre da un muro di cartongesso. Il punto più interessante del pezzo di Dazed, però, non riguarda i metri quadri ma la vergogna: Ella racconta che a interromperla non è il giudizio dei coinquilini, che non hanno mai detto nulla, ma il timore di essere sentita. Forse la famosa recessione sessuale non è una questione di desiderio, e nemmeno di carattere generazionale. È, più prosaicamente, una recessione immobiliare.

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