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14:53 venerdì 17 aprile 2026
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non il film, il videogioco Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
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Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.

Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump

Trump avrebbe interpretato quei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.

05 Gennaio 2026

Secondo una ricostruzione del New York Times, anche l’immagine pubblica costruita negli ultimi anni da Nicolás Maduro avrebbe contribuito alla sua cattura. In particolare, i frequenti balletti improvvisati in occasioni ufficiali e rilanciati sui social sarebbero stati interpretati come il segnale di un potere sempre più scollegato dalla gravità della crisi venezuelana, sia all’interno del suo stesso governo, delle sue forze armate e dei suoi burocrati, che alla Casa Bianca.

Il Nyt ricostruisce che, a fine dicembre, Maduro aveva respinto un ultimatum di Donald Trump che gli chiedeva di lasciare il potere e accettare un esilio protetto in Turchia. Pochi giorni dopo, mentre gli Stati Uniti colpivano un molo venezuelano indicato come snodo del narcotraffico continentale, Maduro è apparso in diretta sulla televisione di Stato ballando su una base elettronica, mentre una voce registrata ripeteva in inglese «no crazy war». Secondo due membri dello staff statunitense citati dal New York Times a condizione di anonimato, quei gesti hanno convinto parte del team di Trump che il leader venezuelano stesse “chiamando il bluff” americano, ritenendo che le minacce non sarebbero state seguite dai fatti.

La reazione è stata l’opposta. La Casa Bianca ha deciso di dare seguito alle minacce militari e, all’alba di sabato, un’unità d’élite statunitense è entrata a Caracas, prelevando Maduro e la moglie Cilia Flores e trasferendoli a New York per affrontare accuse legate al “narcoterrorismo”. Secondo il New York Times, già da settimane funzionari statunitensi avevano individuato una figura ritenuta accettabile per guidare il Paese nella fase immediatamente successiva: la vicepresidente Delcy Rodríguez, secondo l’amministrazione Trump un’interlocutrice più affidabile nei discorsi sugli investimenti energetici americani in Venezuela (almeno per il momento, visto che lo stesso Trump ha detto che se Rodríguez «non farà quello che va fatto, pagherà un prezzo più caro di Maduro»). Una scelta che ha escluso dal governo, almeno per il momento, la leader dell’opposizione María Corina Machado, nonostante la sua vittoria elettorale nel 2024 e il recente Nobel per la pace, giudicata da Trump priva della «statura politica necessaria» per governare.

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