Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato
E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
Il 10 giugno l’Agenzia Meteorologica Giapponese ha annunciato ufficialmente l’arrivo di El Niño, il primo ente di questo tipo a esprimersi con questa certezza. La sua omologa americana, la NOAA, non si è ancora espressa ufficialmente (solo perché i parametri di catalogazione sono più rigidi) ma lunedì stimava un 82 per cento di probabilità che El Niño si manifestasse a giugno. Nel frattempo, il clima sta già dando segnali piuttosto chiari: negli ultimi dieci giorni si sono formate tre tempeste degne di nome di battesimo nel Pacifico orientale. La tempesta tropicale Amanda si è formata il 3 giugno e si è dissipata. Boris ha toccato terra sulla costa pacifica del Messico martedì, portando piogge intense. Cristina si sta spostando verso ovest a sud di El Salvador, minacciando inondazioni e frane in America Centrale. Tre tempeste in dieci giorni è un inizio precoce e attivo per la stagione degli uragani nel bacino ed è esattamente il tipo di attività che El Niño produce.
Come scrive Gizmodo, i modelli climatici nelle ultime settimane hanno indicato tutti una direzione precisa. Gli ultimi dati del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine mostrano che le temperature della superficie dell’acqua nel Pacifico potrebbero salire fino a 3,8 gradi Celsius sopra la media entro dicembre. È un numero che, se confermato, supererebbe quelli registrati in tutti gli El Niño fin qui analizzati. Il più forte mai registrato è stato quello del 1997-1998, che aveva già prodotto siccità, inondazioni, uragani fuori stagione e un picco nelle temperature medie globali. Un evento più intenso di questo significherebbe una situazione talmente estrema che i modelli ancora faticano ad analizzarla e descriverla.
La dichiarazione giapponese è significativa non perché risolve l’incertezza ma perché la riduce. Quando una delle principali agenzie meteorologiche al mondo dice che El Niño è iniziato, le altre tendono a seguire e con le dichiarazioni ufficiali arrivano i protocolli di organizzazione, le misure preventive, le allerte. È ancora troppo presto per sapere se questo El Niño raggiungerà davvero le intensità che i modelli peggiori suggeriscono. I modelli climatici a lungo termine hanno margini di errore significativi e la distanza tra le previsioni di giugno e la realtà di dicembre è ampia. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere se El Niño diventerà «super» ed eventualmente prepararsi alle conseguenze.