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02:52 giovedì 5 novembre 2026
Se come noi siete ancora in lutto per la morte di Juan Atkins, il padre della techno, sappiate che su YouTube è stato appena pubblicato uno dei suoi ultimi set in versione integrale L'uomo che a Detroit inventò un suono che non esisteva è morto a 64 anni. Una delle sue ultime esibizioni è stata quella al Dekmantel di Amsterdam, nella scorsa estate. Ora la si può vedere tutta, ancora e ancora.
Nonostante non ci siano stati né incidenti né scontri, la polizia ha comunque sgomberato l’accampamento del movimento per la casa a Puerta del Sol a Madrid Quattrocento agenti hanno allontanato 334 persone dall’accampamento nato dopo lo sfratto e la morte di Maricarmen Abascal. La protesta contro la crisi abitativa, però, continua.
La Casa Museo di Rembrandt offre agli amanti di Rembrandt un tatuaggio di Rembrandt alla modica cifra di 400 euro Il museo dice che non è affatto una trovata pubblicitaria, perché le stampe e i tatuaggi servono alla stessa cosa: far conoscere l'arte di Rembrandt.
La comunità scientifica ha deciso che dal 2027 cambieremo il modo di misurare il tempo e questo cambierà il funzionamento di computer, telefoni, aerei, navi, satelliti e GPS La Conferenza generale dei pesi e delle misure (esiste davvero) ha deciso che l’ora ufficiale potrà discostarsi dalla rotazione terrestre fino a un’ora. Il motivo è che la Terra ha cominciato ad andare più veloce.
Ci sono voluti Gucci, Demna e Harmony Korine per convincere Mariah Carey a farsi vedere prima di Natale Mariah Carey è la protagonista della campagna natalizia di Gucci: un corto diretto da Harmony Korine, ovviamente con All I Want for Christmas Is You in sottofondo.
Il Brasile è il primo Paese del mondo a pubblicare una tabella di marcia per abbandonare i combustibili fossili da subito e per sempre Le linee guida promesse alla COP30 di Belém propongono misure concrete, dal metano ai sussidi, ma non sono vincolanti e non fissano date. Il documento, quindi, rischia di restare un manifesto e niente più.
Dopo quasi dieci anni, i fratelli Coen sono finalmente tornati a fare un film insieme Netflix ha comprato il nuovo film di Joel Coen, un mistero gotico ambientato nelle Highlands con Patsy Ferran e Josh O’Connor. In sala nell’autunno 2027, con una sorpresa: la sceneggiatura l'ha scritta assieme al fratello Ethan.
I Repubblicani sono riusciti a perdere malissimo le elezioni di metà mandato nonostante i miliardari americani li abbiano finanziati con quasi un miliardo di dollari (444 milioni li ha spesi Elon Musk da solo) Il donatore più generoso di queste elezioni ha puntato sulle sfide per il Senato in Texas, Ohio, Iowa e Maine. Le hanno vinte tutte i democratici, che si sono ripresi Camera e Senato.

Cinque longread da leggere quest’estate

Una città, un faccendiere, una truffatrice, un incendio e una morte che forse non lo è: cinque storie raccontate bene.

20 Luglio 2018

Visto che le vacanze si avvicinano e, così almeno si spera, i weekend si allungano, è un momento ideale per leggersi qualche buon longread, uno di quei pezzi lunghi e approfonditi che magari ci eravamo salvato da qualche parte durante l’anno e che non abbiamo trovato il tempo per leggere interamente. Qui sotto ho messo a punto una lista di cinque longread, tutti usciti nel 2018, che, per una ragione o per un’altra, ho trovato letture interessanti. È una lista personale, certo, e non ha la presunzione di essere una lista definitiva. Però sono tutti pezzi che meritano. Ah, se v’interessa il genere, l’estate scorsa avevo consigliato cinque personal essay per l’estate: le trovate qui.

 
Young Trumpies Hit D.C.
Daniel Lippman e Ben Schreckinger su Politico magazine (luglio)
Uno dei migliori pezzi recenti usciti su Politico magazine. È il ritratto di una città e insieme di una generazione, da un punto di vista che è insieme urbanistico, politico e personale. Ogni amministrazione che si alterna alla Casa Bianca ha un impatto sulla capitale, e l’effetto più grande sulla città lo hanno, per paradosso, i membri più junior (e dunque giovani) che si fanno vedere in giro la sera, influenzando la scena dei locali e anche la gentrificazione dei quartieri. I ventenni al seguito di Bush, per esempio, hanno portato un’aura da country club (e tanta cocaina), i ventenni di Obama hanno reso tutto più multietnico. Ma i ventenni di Trump? Loro, non si fanno quasi vedere e pare pure su Tinder li trattano male.
Leggi anche: il reportage da Washington di Valentina Pasquali uscito lo scorso anno su Studio.

The Tower
Andrew O’Hagan sulla London Review of Books (giugno)
Questo longread di Andrew O’Hagan sulla London Review of Books è allo stesso tempo inchiesta, nonfiction narrativa e romanzo corale. È suddiviso in sette capitoli che potrebbero essere a buon diritto dei longread a sé stanti, dunque consigliamo di prendervi un bel po’ di tempo e di leggerli, con calma, uno alla volta. È la storia degli abitanti di Grenfell Tower, di quella notte della scorsa estate, ma anche un tentativo di capire cos’è andato scorso: fatele, sostiene O’Hagan, è stata l’istruzione data ai residenti di restare nei loro appartamenti e il risultato è che in molti «sono morti perché hanno seguito il consiglio». Indaga sui materiali di costruzione, ma critica anche, nel capitolo “The narrative” la lettura politica secondo cui è stata tutta colpa dei Tory.
Leggi anche: la risposta di Susanna Rustin sul Guardian e “The Fiction machine”, una riflessione di O’Hagan su social media e romanzo uscita su Studio.

Maybe She Had So Much Money She Just Lost Track of It
Jessica Pressler su The Cut (maggio)
L’incredibile storia di Anna Sorokin, detta anche Anna Delvey, una ragazza non particolarmente ricca – anzi, figlia di un immigrato russo che lavorava come camionista a Colonia – che per due anni è riuscita a convincere tutti di essere una ricca ereditiera e a fare la vita della “socialite”, spendendo una valanga di quattrini che non possedeva, fino a quando non è crollato tutto.

The Plot Against America
Franklin Foer sull’Atlantic (marzo)
Franklin Foer, storico direttore di The New Repubblic, fa un ritratto di Paul Manafort, l’uomo chiave del Russia-gate, concentrandosi sugli arresti degli ultimi mesi ma anche sul passato del faccendiere, sui suoi rapporti con la politica ucraina degli anni di Yanukovich e sui suoi equilibri familiari. Particolarmente interessante è la figura di suo padre, Paul Manafort Sr, un personaggio pieno di ombre che ha contribuito a cambiare (in peggio) la cultura politica americana. Un pezzo che riesce a rendere chiara, e umana, l’intera vicenda del Russia-gate e capace di renderla interessante anche a chi non segue abitualmente la politica.
Leggi anche: il pezzo recente di Christian Rocca sull’attacco russo al mondo libero.

What Does It Mean to Die?
Rachel Aviv sul New Yorker (febbraio)
La storia potrebbe essere quella che si leggono negli articoli di cronaca un po’ cheap: una ragazzina “muore”, nel senso che il suo cervello è quasi del tutto non funzionante, la famiglia non accetta il risultato, dice che è viva, la porta a casa, per alcuni Stati degli Usa la bambina è morta, per altri è viva. Invece Rachel Aviv, una delle migliori penne del New Yorker, riesce a farne un pezzo profondo, tutt’altro che squallido, che si interroga su che cos’è la vita, che cos’è la morte, sulle piccole bugie e mezze verità che siamo costretti a raccontare e raccontarci.

Nelle foto: l’incendio di Grenfell Towers; un ritratto di Paul Manfaort (Getty)
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