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16:32 venerdì 9 ottobre 2026
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.
La Norvegia è il primo Paese a vietare l’uso degli smart glasses negli spazi pubblici Niente smart glasses in parchi, spiagge, musei, centri commerciali, scuole, asili, strutture sanitarie, palestre ed eventi pubblici, così ha deciso il governo norvegese.

Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo

Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.

24 Agosto 2026

James Lees, fisico, divulgatore scientifico e consulente museale conosciuto online come James Visits Museums, ha creato una mappa mondiale che cataloga i musei più strani e di nicchia del pianeta. Quello che era partito come un piccolo progetto personale è diventato virale: dopo la pubblicazione, i suggerimenti del pubblico hanno fatto crescere l’elenco dagli iniziali 600 a quasi 1.500 musei, come racconta lo stesso Lees a Museum 411. Nel video con cui presenta il progetto, Lees spiega che la mappa contiene oltre 600 musei diversi, «dal museo della cravatta in Svezia al museo di Godzilla in Giappone“. Oltre ai singoli musei, la mappa raggruppa anche intere categorie che si ripetono in più paesi, come i musei dei gabinetti e i musei dedicati ai cani, pensati per chi vuole scoprire l’attrazione più bizzarra vicino a casa o organizzare una tappa insolita durante un viaggio.

Sulla mappa si trova di tutto: musei del sale, delle patate, di Bigfoot, della cannabis, degli animali domestici, persino delle sbronze e delle relazioni finite male. Per evitare che la mappa si riempisse all’infinito, Lees ha dovuto stabilire dei criteri e escludere categorie troppo comuni per essere considerate davvero di nicchia, come i musei della tortura o quelli dedicati al flipper, ormai presenti in quasi ogni città turistica del mondo. Dietro il fenomeno c’è un tema più ampio: quello dei micromusei, spazi nati dalla passione di un singolo collezionista più che da un’istituzione. Come ha scritto lo studioso Andrew Green, questi luoghi «appartengono al loro momento, non necessariamente ai posteri», e proprio in questa fragilità, unita all’ossessione quasi maniacale per un solo oggetto, sembra risiedere il loro fascino. Lees stesso invita chi conosce musei mancanti a segnalarli, per tenere la mappa sempre aggiornata.

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