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03:03 martedì 22 settembre 2026
Un game designer ha creato un videogioco in cui interpreti Macklemore che deve sfuggire a un gigantesco Ed Sheeran e lo ha chiamato Super Macklemore 64 Fondamentale per vincere la battaglia contro il giga-Sheeran è chiamare a raccolta altri musicisti e assieme a loro urlare in faccia al gigante "Free Palestine".
Olivia Rodrigo ha salvato il brand di una designer palestinese semplicemente indossando uno dei suoi vestiti La founder del brand Nöl Collective, Yasmeen Mjalli, ha definito la richiesta della cantante un vero e proprio «intervento divino».
Per colpa di un errore dell’AI, Stati Uniti e Cina sono andati a tanto così dallo scatenare la Terza guerra mondiale Nella scorsa primavera, un chatbot ha rivelato ai militari Usa che una nave cinese stava trasportando materiali per armi nucleari in Medio Oriente. Non era vero nulla.
Il 24 settembre esce Eternal, un cofanetto di 16 dischi che raccoglie un anno intero di bootleg dei Joy Division E oltre ai 16 dischi: artwork di Peter Saville, scatto di copertina di Wolfgang Tillmans, note di Simon Armitage, foto di Anton Corbijn e Kevin Cummins e una versione restaurata del documentario Joy Division – A Malcolm Whitehead Film.
Bon Iver ha composto un jingle pubblicitario per promuovere il polpettone del ristorante di una sua amica «Meatloaf dippers at Howard’s in Stillwater/Meatloaf dippers can be a whole meal or starter/Meatloaf dippers, oh so light and yummy/Go on and warm your tummy, with dippers».
C’è una scuola in Vermont che insegna ai figli dei ricchi a coltivare i campi, badare al bestiame e pulire casa. Per 40 mila dollari a semestre La Mountain School offre agli studenti del terzo anno la possibilità di passare un semestre a lavorare in fattoria. Un semestre piuttosto costoso, oltre che faticoso.
Una ricerca dice che gli investimenti in energie rinnovabili sono arrivati al punto di svolta positivo: producono effetti molto migliori del previsto a un costo molto inferiore delle aspettative Ma i problemi rimangono, perché ancora oggi per ogni euro investito per proteggere la natura se ne spendono 30 per distruggerla, si legge nella stessa ricerca.
Una raver ha lanciato una petizione per vietare i pantaloni di Hello Kitty ai rave «I rave non sono pigiama party. I pantaloni del pigiama servono per dormire», ha scritto Samantha Scott su Change.org, in una petizione che finora non ha riscosso grande successo.

Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI

La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.

13 Marzo 2026

La Society of Authors, la principale organizzazione che rappresenta gli scrittori professionisti nel Regno Unito, ha proposto l’introduzione di un bollino per identificare i libri scritti da autori umani e distinguerli da quelli generati con lintelligenza artificiale. L’iniziativa, come riporta il Guardian, prevede un apposito logo che editori e autori possono applicare volontariamente sulla quarta di copertina, previa registrazione delle loro opere in un apposito registro, per segnalare ai lettori che si tratta di opere “human authored”, cioè non sono prodotte da AI.

Secondo l’associazione, la diffusione crescente di testi generati dall’intelligenza artificiale e non segnalati come tali in copertina o in descrizione sta rendendo sempre più difficile per i lettori scegliere con consapevolezza quale tipo di opere leggere. Il logo è dunque una risposta all’immobilismo del governo, a cui l’associazione ha più volte chiesto di rendere obbligatoria in copertina una dicitura o un logo che segnalino le opere generate dall’intelligenza artificiale. Il logo della Society of Authors è dunque un tentativo di riportare un briciolo di trasparenza nel mercato editoriale e tutelare il lavoro degli scrittori, in un contesto in cui le tecnologie generative stanno inondando il mercato di centinaia di libri creati dall’AIA mostrare per prima il logo è stata la celebre autrice di romanzi storici Tracy Chevalier, che ha presentato l’iniziativa durante un incontro alla London Book Fair.

Quella degli scrittori verso l’AI è un’ostilità motivatissima, perché l’AI danneggia la categoria non una ma due volte. Non solo le opere generate dall’intelligenza artificiale sottraggono lettori (anche se finora, fortunatamente, di best seller AI-generated non ce ne sono stati), ma vengono anche realizzate da macchine addestrate usando le opere di scrittori umani, opere utilizzate senza il permesso dei diretti interessati e senza pagare loro le royalty che sarebbero dovute. Aziende come Anthropic hanno usato ogni genere di cavillo legale per dare in pasto milioni di libri ai loro Large Language Model. Solo pochi giorni fa 10 mila scrittori, tra cui figurano il premio Nobel Kazuo Ishiguro, Philippa Gregory, Mick Herron e Richard Osman, hanno pubblicato un libro-manifesto completamente vuoto per denunciare le ruberie dei giganti dell’AI ai danni degli scrittori.

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Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI

Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.