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09:46 giovedì 11 giugno 2026
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.
Il nuovo disco degli Xiu Xiu è un “adattamento musicale” di Eraserhead di David Lynch Dopo aver dedicato un disco a Twin Peaks, la band ne fa uno tutto incentro sull'opera prima di Lynch. Esce il 10 luglio, si intitola Eraserhead Xiu Xiu.
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.

Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI

Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.

10 Marzo 2026

Se molti prodotti editoriali possono ormai essere ideati a partire da un prompt è grazie a una zona grigia – grigia scura, più nera che grigia, in realtà – che permette alle intelligenze artificiali di usare come preferiscono tutto ciò che trovano su internet, anche materiale protetto dal diritto d’autore. Tra i tanti a opporsi a questa situazione ci sono 10 mila scrittori da tutto il mondo che hanno deciso di partecipare a un’iniziativa piuttosto plateale per far sapere a tutti cosa ne pensano delle industrie AI che usano le loro opere per arricchirsi, senza corrispondere loro neanche un centesimo, senza nemmeno chiedere il permesso.

Questi diecimila, tra cui figurano Kazuo Ishiguro, Philippa Gregory e Richard Osman, Mick Herron (autore di Slow Horses), la scrittrice Marian Keyes, lo storico David Olusoga e Malorie Blackman (autrice di Noughts and Crosses), hanno pubblicato un libro “vuoto”, cioè senza una parola scritta dentro, per protestare contro le aziende di intelligenza artificiale che utilizzano le loro opere senza consenso. Si chiama Don’t Steal This Book – una esplicita citazione a Steal This Book, testo sacro della controcultura americana degli anni ’60 scritto da Abbie Hoffman nel 1971 – e l’unico contenuto al suo interno è un elenco degli autori e autrici che hanno preso parte alla protesta. Le prime copie dell’opera sono state distribuite ai partecipanti alla fiera del libro di Londra martedì 10 marzo, una data tutt’altro che casuale.

Sul retro di Don’t steal this book si legge: «Il governo britannico non deve legalizzare il furto di libri per favorire le aziende di AI». E non è una frase messa a caso: entro il 18 marzo, infatti, il governo inglese dovrà presentare una valutazione dell’impatto economico che la riforma della legge sul copyright potrebbe avere sull’industria editoriale e creativa in generale. Per il momento, come scrive il Guardian, la proposta di legge consentirebbe «alle aziende di AI di utilizzare opere protette da copyright senza il permesso del detentore del diritto d’autore, a meno che quest’ultimo non abbia esplicitamente espresso la sua contrarietà all’operazione», una dichiarazione che ha fatto infuriare proprio tutti (quando fu presentata per la prima volta la riforma, Elton John definì il governo come un branco di «sfigati totali»).

Oltre alla proposta principale, il governo ha proposto anche tre alternative. La prima: lasciare la situazione invariata. La seconda: imporre alle aziende di AI di ottenere licenze prima di utilizzare opere protette da copyright. La terza: consentire alle aziende di AI di utilizzare opere protette da copyright senza dare ai detentori del copyright neanche la possibilità di impedire l’operazione esplicitando la loro contrarietà (che è quello che si può definire come furto di proprietà intellettuale, a tutti gli effetti). Il governo inglese ha anche rifiutato di cancellare la possibilità di concedere una deroga al diritto d’autore per le aziende AI che utilizzano materiale coperto da copyright a fini di “ricerca commerciale”, cosa che i lavoratori dell’industria creativa temono possa diventare un altro scappatoia attraverso la quale le aziende di AI si appropriano del lavoro degli artisti senza autorizzazione.

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