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06:04 giovedì 30 aprile 2026
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI

Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.

10 Marzo 2026

Se molti prodotti editoriali possono ormai essere ideati a partire da un prompt è grazie a una zona grigia – grigia scura, più nera che grigia, in realtà – che permette alle intelligenze artificiali di usare come preferiscono tutto ciò che trovano su internet, anche materiale protetto dal diritto d’autore. Tra i tanti a opporsi a questa situazione ci sono 10 mila scrittori da tutto il mondo che hanno deciso di partecipare a un’iniziativa piuttosto plateale per far sapere a tutti cosa ne pensano delle industrie AI che usano le loro opere per arricchirsi, senza corrispondere loro neanche un centesimo, senza nemmeno chiedere il permesso.

Questi diecimila, tra cui figurano Kazuo Ishiguro, Philippa Gregory e Richard Osman, Mick Herron (autore di Slow Horses), la scrittrice Marian Keyes, lo storico David Olusoga e Malorie Blackman (autrice di Noughts and Crosses), hanno pubblicato un libro “vuoto”, cioè senza una parola scritta dentro, per protestare contro le aziende di intelligenza artificiale che utilizzano le loro opere senza consenso. Si chiama Don’t Steal This Book – una esplicita citazione a Steal This Book, testo sacro della controcultura americana degli anni ’60 scritto da Abbie Hoffman nel 1971 – e l’unico contenuto al suo interno è un elenco degli autori e autrici che hanno preso parte alla protesta. Le prime copie dell’opera sono state distribuite ai partecipanti alla fiera del libro di Londra martedì 10 marzo, una data tutt’altro che casuale.

Sul retro di Don’t steal this book si legge: «Il governo britannico non deve legalizzare il furto di libri per favorire le aziende di AI». E non è una frase messa a caso: entro il 18 marzo, infatti, il governo inglese dovrà presentare una valutazione dell’impatto economico che la riforma della legge sul copyright potrebbe avere sull’industria editoriale e creativa in generale. Per il momento, come scrive il Guardian, la proposta di legge consentirebbe «alle aziende di AI di utilizzare opere protette da copyright senza il permesso del detentore del diritto d’autore, a meno che quest’ultimo non abbia esplicitamente espresso la sua contrarietà all’operazione», una dichiarazione che ha fatto infuriare proprio tutti (quando fu presentata per la prima volta la riforma, Elton John definì il governo come un branco di «sfigati totali»).

Oltre alla proposta principale, il governo ha proposto anche tre alternative. La prima: lasciare la situazione invariata. La seconda: imporre alle aziende di AI di ottenere licenze prima di utilizzare opere protette da copyright. La terza: consentire alle aziende di AI di utilizzare opere protette da copyright senza dare ai detentori del copyright neanche la possibilità di impedire l’operazione esplicitando la loro contrarietà (che è quello che si può definire come furto di proprietà intellettuale, a tutti gli effetti). Il governo inglese ha anche rifiutato di cancellare la possibilità di concedere una deroga al diritto d’autore per le aziende AI che utilizzano materiale coperto da copyright a fini di “ricerca commerciale”, cosa che i lavoratori dell’industria creativa temono possa diventare un altro scappatoia attraverso la quale le aziende di AI si appropriano del lavoro degli artisti senza autorizzazione.

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