Hype ↓
12:19 lunedì 29 giugno 2026
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.

Lezione di astronomia

Chi sono Peter Pilotto e Christopher de Vos, il duo di designer guest del prossimo Pitti Immagine Uomo

12 Giugno 2012

Un nome solo e nessun litigio all’orizzonte: Peter Pilotto e Christopher de Vos hanno scelto il nome del brand mandando avanti il primo dei due, Peter Pilotto, appunto, metà austriaco metà italiano. De Vos, l’altro, il biondo, quello alto che sembra un modello, dal sangue misto anche lui, belga e peruviano, mix simile a quello che ha reso immortale Helena Christensen, non smania per avere il nome appeso al cartellino degli abiti che nelle ultime stagioni escono sempre più spesso sui red carpet (vedi Carey Mulligan) dopo anni in cui a crederci era stata solo Claudia Schiffer.

Da Antwerp a Pitti. Perché di mezzo c’è il low profile che distingue il duo di designer cresciuti nelle aule dell’Academy of Fine Arts di Antwerp; low profile al punto che non ha di certo fatto urlare al miracolo come è successo per l’altro duo, oltre Oceano, che risponde al nome di Proenza Schouler. No, Peter Pilotto per qualche tempo è sembrato un curioso nome che nascondeva un designer come ne stavano spuntando molti in quei primi anni Zero londinesi. Una discrezione che paga: lasciato il rigore e il classicismo della Antwerp di Dries Van Noten, Pilotto e De Vos sono entrati nel calendario della London Fashion Week, quando il gioiello della moda inglese era Christopher Kane, il primo a pescare a mani piene dalle grafiche spaziali, hanno atteso, sperimentato senza strillare troppo e ora, si preparano per sfilare a Palazzo Borghese a Firenze per l’82esima edizione di Pitti Immagine Uomo. E al tempio della moda maschile (dove anche quest’anno si replica l’uomo nuovo di Valentino) ci portano la donna, ovviamente, la loro unica linea a cui non riescono a rinunciare.

Lo spazio è un check. Peter Pilotto (brand) non riesce a rinunciare alla donna perché ci sono troppi tubini ancora da disegnare, troppe linee da snellire senza perdere un centimetro di tessuto per imprimere un marchio di fabbrica: lo spazio e con esso costellazioni, pianeti e massi informi di asteroidi esplosi. Nulla di inventato, quanto un pratico segno con cui questo duo di amici conosciutisi in mezzo ai futuri designer di Martin Margiela, si è imposto sulla scena mondiale, ripetendo come un mantra: stampa lo spazio, conquista lo spazio. E l’hanno fatto ovunque:  dai mini top che diventavano costumi olimpionici ai marsupi che hanno rilanciato (come oggetto) quando sono stati chiamati dal marchio apparentemente non proprio in target, Kipling, che ha voluto le loro fedeli riproduzioni della via Lattea per rilanciare il marsupio in una limited edition. Pilotto e De Vos hanno proceduto senza nessuna preoccupazione, riproducendo su tele diverse quel ritmo perfetto e perennemente ripetibile che è lo spazio visto dalla Terra. Si sono inventati un check quando  “check” era diventato sinonimo di “tartan”.

I crateri di Thomas Ruff. Adorano la linea femminile, specie quella anni Sessanta e Settanta, povera di tutti gli orpelli e ricchissima di una linea a tubo che sfiora il ginocchio, gode del colletto, e lascia nude le braccia. E con questa base classica si può partire con il resto: ovvero l’idea che il colore non esista, che tessuti e materiali si scontrino e funzionino solo quando collimano tra loro. Per questo lo spazio, il cielo e le sue sfumature, salvo qualche divagazione (recente vista nell’ultima estate 2012) con onde stile Hokusai a investire balze inaspettatamente anni 50. Il riferimento più potente e chiaro per leggere Peter Pilotto lo si trova più che in qualunque ispirata vetrina di Barneys quanto nell’allestimento dell’ultima personale di Thomas Ruff alla Gagosian Gallery di Londra dove lo scorso aprile si è chiusa la mostra m.a.r.s. . Le pixelate del cielo, i crateri resi gommosi nelle tele dell’artista tedesco si susseguivano senza sosta, sempre più dettagliate, più ravvicinate: intere stanze prese d’assalto dalle costellazioni sgranate. Pilotto e De Vos avrebbero potuto citare Ruff più che nelle staticità di quella via Lattea, nelle pose erotiche, mosse e provocanti, delle sue coppie riprese in scenette bondage. E invece no i due di Antwerp seguono il filone di Ruff: riprodurre e sgranare quello che già è incontenibile e infinito. Cliché che a Pitti piace, come ha dimostrato quando lo scorso anno scelse le sorelle Rodarte, altre natura-centriche, che non si vergognano di dichiarare da dove arriva l’ispirazione.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.