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Per catturare Maduro l’esercito americano avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale Claude Lo ha svelato un'inchiesta del Wall Street Journal, che ha citato fonti anonime «vicine al Pentagono».
Yuko Yamaguchi, la donna che ha “disegnato” Hello Kitty negli ultimi 46 anni, ha lasciato il suo ruolo Ringraziandola per il suo lavoro, Sanrio ha dichiarato che Yamaguchi ha «passato il testimone alla prossima generazione».
I protagonisti della nuova campagna di Zegna sono Mads Mikkelsen ma soprattutto i Giardini d’inverno di Pietro Porcinai Né serra né veranda, ma ponte ideale tra i luoghi dell'abitare e il paesaggio. Furono realizzati negli anni '60 e da allora sono rimasti invariati.
Il capo di Instagram ha detto che passare 16 ore al giorno sui social non significa avere una dipendenza dai social Secondo Adam Mosseri, passare tutto questo tempo su Instagram costituisce, nel peggiore dei casi, un «uso problematico» della piattaforma.
Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.
Il prossimo film di Sean Baker sarà ambientato in Italia e avrà per protagonista Vera Gemma Il regista di Anora ha detto che sarà una «lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70».
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Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.

Poesie erotiche a quattro mani

Sono curiose e desideranti e ridono in faccia all’Uomo Nero: sono Le bambinacce di Veronica Raimo e Marco Rossari.

03 Ottobre 2019

Il titolo, Le bambinacce, è un omaggio alle canzoni che Alberto Arbasino scriveva per gli spettacoli di Laura Betti nei primi anni Sessanta. Il libro di Veronica Raimo e Marco Rossari (Feltrinelli, con illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio) è una raccolta di filastrocche erotiche, perturbanti e comiche, ispirate alle strofe di Gianni Rodari, alle poesie nere di Tim Burton, ai versi liberi di E.E. Cummings e ad alcuni racconti di Hans Christian Andersen poco conosciuti. Leggendole viene in mente anche la riscrittura delle fiabe di Angela Carter, ma in una versione più surreale e meno sanguinaria. E Sigmund Freud, se fosse stato una bambina e non avesse avuto tanti problemi con la figura materna. Le bambinacce di Raimo e Rossari non hanno paura di niente. Sono curiose e desideranti, ridono in faccia all’Uomo Nero, sono etero, lesbiche, trans, non etichettabili. Abitano il futuro, conoscono il piacere. Guardano sotto il letto alla ricerca del Babau, si avventurano sul sentiero più buio sperando con tutto il cuore di incontrare un lupo con cui divertirsi: «C’era una bambina/ che s’era persa nel bosco/ ma non era proprio persa/ perché il bosco le piaceva/e ogni giorno si perdeva…», recita l’incipit di “La bambina che si era persa nel bosco”. Non è sola: ci sono anche (tra le altre, in tutto sono cinquantacinque) “La bambina che amava i porcospini”, “La bambina che voleva essere punita”, “La bambina che voleva solo toccarsi”, “La bambina domandona”.

Veronica Raimo e Marco Rossari raccontano di avere iniziato a pensare al libro per caso, in uno scambio di mail tra amici, per riscoprire la leggerezza della scrittura dopo la consegna di un lavoro lungo (nel 2018 hanno pubblicato rispettivamente i romanzi Miden, con Mondadori, e Nel cuore della notte, con Einaudi). «Siamo partiti per divertimento, poi piano piano il libro si è definito da solo, è cambiato in corso d’opera. Ogni libro è un gioco da tavolo di cui scopri le regole al buio, man mano che procedi», dice Rossari. Ma questo vale per ogni nuovo progetto di un autore. Come racconta Raimo: «Finora ho sempre avuto problemi a parlare dell’infanzia, mi è sempre sembrata una roba noiosa, come quando uno parla del proprio gatto che fa le cose strane. Poi mi sono ritrovata a mettere in scena queste bambine e mi sono resa conto che parlavo di ossessioni e desideri in una forma molto più libera». Mariachiara Di Giorgio, che si occupa spesso di libri per bambini (come Professione Coccodrillo, silent book di Topipittori, pubblicato e premiato in vari Paesi del mondo), ha immaginato le ragazzine protagoniste delle poesie – ritratte a matita in bianco e nero – svestite e inaccessibili, con elementi naturali che prendono vita. Non ci guardano, sono assorte nelle proprie fantasie: «Non è facile illustrare delle poesie erotiche, per di più se hanno come protagoniste delle bambine», dice Di Giorgio. «Ho cercato di pensarle come giovani ragazze, nell’età in cui dell’infanzia rimane soprattutto la capacità di essere vicini agli istinti naturali».

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